Valentina Aprea, membro della commissione istruzione della Camera ha criticato duramente la decisione del governo di bandire il concorso straordinario per i docenti della scuola primaria e dell’infanzia. La deputata di Forza Italia si è dichiarata contraria all’immissione in ruolo dei docenti ultraquarantenni. Secondo il parere del già sottosegretario al ministero dell’Istruzione e assessore al Lavoro e all’Istruzione della Regione Lombardia, ci saranno problemi di ordine didattico.

Le dichiarazioni della Aprea

Alla vigilia della pubblicazione del decreto ministeriale con il quale sarà emanato il regolamento per la partecipazione al concorso straordinario, la deputata forzista si dichiara contraria a quella che lei stessa definisce una sanatoria nei riguardi dei docenti con gli “anta”. Eppure nelle sue dichiarazioni si scorge un contrasto stridente tra il vecchio e il nuovo sistema di reclutamento. “Il mio esordio da insegnante è stato a 18 anni, quando per diventare maestre occorreva solo il diploma magistrale”, ha affermato la Aprea. Chi ha seguito il lungo contenzioso che ha negato l’accesso alle Gae dei diplomati magistrali, non mancherà di contestarle che è proprio in base a questa dichiarazione che le Gae avrebbero dovuto essere riaperte anziché partecipare a questa ‘sanatoria’.

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Largo ai giovani

Approfondendo la questione la deputata forzista precisa che non è un problema di statistica. La scelta di immettere in ruolo con questo sistema questa categoria di docenti non farà che aumentare il divario digitale con le nuove generazioni. Così saranno troppi gli anni di differenza fra i bambini e i docenti, che certamente dovranno appartenere a tutte le fasce d’età. Il numero di ultra quarantenni e cinquantenni neo assunti comporterà dei rischi a livello didattico. In conclusione, approva completamente l’idea del ministro Bussetti di portare in cattedra insegnanti più giovani e freschi di laurea.