Permessi personale ATA 2018: cosa è cambiato
Permessi personale ATA 2018: cosa è cambiato

I permessi retribuiti orari del Personale ATA sono stati ampliati con il Titolo IV – Personale Ata art. 33 del CCNL 2018, che prevede nuove tipologie aggiuntive rispetto a quelle già esistenti dal 2007. Tra queste vi sono i permessi orari per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici. Il totale di permessi retribuiti fruibili nel corso dell’anno scolastico (sia su base oraria che giornaliera) è di 18 ore. Nel caso di rapporto di lavoro part-time il monte ore viene riproporzionato.

I permessi retribuiti del Personale ATA dal 2018

I permessi orari retribuiti del Personale ATA seguono queste regole:

  • sono assimilati alle assenze per malattia ai fini del computo;
  • sono retribuiti allo stesso modo previsto per le assenze dovute a malattia;
  • non sono assoggettati alla decurtazione del trattamento economico accessorio previsto dalla legge per le assenze per malattia fino a 10 giorni (se fruite ad ore). N.B.: Quando l’assenza viene fruita su base giornaliera, è sottoposta alla stessa decurtazione prevista per i primi 10 giorni di malattia.

Richiesta permessi e assenze per malattia

La richiesta per i permessi retribuiti va formulata con almeno 3 giorni di anticipo, esclusi i casi di comprovata urgenza e necessità. Non è possibile fruire nella medesima giornata di altri tipi di permessi ad ore o di riposi compensativi per maggiori prestazioni lavorative.Rispetto alla malattia, spiega la FLC CGIL, l’assenza può essere giustificata, anche in ordine all’orario, mediante attestazione da parte del medico, oppure da parte del personale amministrativo della struttura, anche privata, presso cui si effettua la visita o la prestazione. In diversi casi, è possibile ricorrere direttamente all’assenza per malattia.

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Questo è possibile:

– quando l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici sono concomitanti a situazioni di incapacità lavorativa per una patologia in atto.

– quando l’incapacità lavorativa è determinata dalle caratteristiche di esecuzione o di impegno della visita, degli accertamenti, degli esami o della terapia stessa.

Nei casi in cui, a causa delle patologie sofferte, ci si deve sottoporre a terapie periodiche, basta presentare un’unica certificazione, anche cartacea, del medico curante che attesti tale situazione secondo calendari stabiliti. Alla certificazione dovrà seguire l’attestato relativo a ciascuna singola prestazione. Quando si sono esaurite le 18 ore annue, se è necessario proseguire il programma di terapie o effettuare ulteriori visite o accertamenti, si può ricorrere all’assenza per malattia per tutte le giornate necessarie. Il lavoratore potrà fruire pure dei permessi brevi a recupero, dei permessi per motivi familiari e personali, dei riposi compensativi per le prestazioni straordinarie effettuate oltre che, ovviamente, delle ferie.