Scuola, diplomati magistrale e concorso infanzia e primaria ultime notizie: Anief 'E' illegittimo'

In una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale, il sindacato Anief torna a contestare la legittimità del concorso scuola infanzia e primaria: in particolare l’ufficio legale del sindacato ritiene illegittima la selezione per ‘l’eventuale esclusione dei diplomati magistrale che hanno prestato il servizio tra il 1999-2009, i laureati di scienze della formazione primaria i cui anni di tirocinio non sono riconosciuti come servizio, gli educatori il cui titolo di accesso non è riconosciuto, i docenti che hanno prestato servizio nella scuola paritaria.’

Concorso scuola infanzia e primaria: Anief contesta la legittimità

Inoltre, come si evince dalla nota sindacale, nel mirino dell’ufficio legale del sindacato ‘c’è anche il servizio aspecifico a metà tra infanzia e primaria non riconosciuto e quello sul sostegno senza specializzazione nonché il servizio prestato per 180 giorni non consecutivi.’

Anief – come prosegue la nota sindacale – ha già attivato il ricorso al Giudice del Lavoro avverso i licenziamenti e la conversione dei contratti da tempo indeterminato a tempo determinato, mentre continua alla Cedu e in Cassazione e in Consiglio di Stato il ricorso per l’annullamento o il superamento della sentenza dell’Adunanza plenaria di fine 2017 per impedire l’espulsione dei maestri diplomati magistrale dalle GaE.’

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Concorso scuola infanzia e primaria: requisiti per la partecipazione

Secondo la bozza del decreto, potranno partecipare al concorso, per i posti comuni, i docenti diplomati magistrale entro l’anno scolastico 2001/02 o con diploma sperimentale a indirizzo linguistico e i laureati SFP (Scienze della Formazione Primaria) che abbiano svolto, presso le scuole statali, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due annualità di servizio specifico nella scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno.

Possono inoltre partecipare coloro i quali siano in possesso del requisito di servizio sopraindicato e di analogo titolo (analogo al diploma magistrale o alla laurea in SFP) conseguito all’estero e riconosciuto in Italia, ai sensi della normativa vigente.