Scuola, dal prossimo anno tutti in classe a 3 anni: ecco la riforma scolastica francese
La scuola comincia a tre anni, almeno in Francia. Come riporta il quotidiano ‘Il Messaggero’, dal prossimo anno scolastico, in Francia, tutti in classe a tre anni invece che a sei. Una riforma pretenziosa, quella dei nostri ‘vicini di casa’, una riforma che non mancherà di suscitare il dibattito anche nel nostro Paese.

In Francia, dal prossimo anno, tutti in classe a tre anni

La riforma presentata dal ministro Jean-Michel Blanquer prevede, così come presentato al Consiglio Superiore dell’Educazione, di includere l’asilo nella scuola dell’obbligo che, in questo modo, verrà anticipata di tre anni. Il presidente francese Emmanuel Macron lo aveva già lasciato intendere: “Quella è l’età in cui si gettano le basi dell’apprendimento e si impara di più: a due anni il bambino conosce venti parole, a sei ne deve conoscere 2500′. Prevista anche una maggiore autonomia per le scuole, la possibilità per istituti privati di finanziare alcune sezioni internazionali e la presenza in ogni istituto di un organo di valutazione dei risultati dell’insegnamento.

E in Italia? L’anticipo dell’età scolastica è sempre stata ragione di dibattito

Una riforma possibile anche nel nostro Paese? Davvero utopistico pensarlo, soprattutto se consideriamo che la scuola pubblica italiana, prima, deve risolvere altri ‘storici’ problemi, a cominciare dal netto squilibrio tra le scuole del Centro-Nord e quelle del sud. Ogni tanto torna di moda la proposta dell’anticipo di un anno per la scuola dell’obbligo (a cinque anni), proposta che puntualmente viene messa da parte, anche per ragioni squisitamente socio-psicologiche: si ritiene, infatti, che, fino ai sei anni, sia meglio lasciare il bambino nel mondo dei giochi e degli affetti genitoriali. Un dibattito che, puntualmente, coinvolge docenti, genitori e psicologi.

 

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