Sembra che, finalmente, i docenti di ruolo titolari su ambito riescano ad ottenere la titolarità su scuola, venendo meno alla disparità creata in questi anni tra docenti entrati in ruolo nel 2016 e quelli negli anni successivi. Molti docenti per l’a.s. 2018/19 avevano chiesto il trasferimento in scuole dello stesso ambito proprio per ottenere la titolarità su scuola in modo da non avere l’ormai noto incubo di fine triennio… Un nuovo colpo alla Buona Scuola voluta dal governo di Matteo Renzi. Dall’a.s. 2018/19 è stata sospesa la chiamata diretta dando prevalenza al punteggio in graduatoria per l’assegnazione della sede.

IL DDL È FIRMATO

Il Sen. Mario Pittoni, Presidente della Commissione Istruzione del Senato, ha firmato un disegno di legge, non ancora pubblicato, che prevede per i docenti che hanno la titolarità su ambito di ottenere automaticamente la titolarità nella scuola dove stanno prestando servizio. Il 31 dicembre 2018, data entro la quale il DDL dovrebbe essere stato già approvato, il personale docente titolare su ambito territoriale assumerà la titolarità presso l’ultima scuola in cui ha prestato servizio oppure dove è titolare di incarico triennale. Al personale docente che non sta prestando servizio in una istituzione scolastica appartenente all’ambito scelto, alla predetta data verrà assegnata d’ufficio la titolarità presso l’ultima sede in cui ha prestato servizio o per la quale abbia ricevuto un incarico triennale ai sensi delle disposizioni vigenti fino all’entrata in vigore della presente legge. Con l’approvazione del DDL cadrà anche un altro degli aspetti più odiosi della riforma Buona Scuola e che aveva portato a spaccature discriminatorie tra lo stesso corpo docenti: l’incarico triennale che, con la riacquisizione della titolarità su sede, non avrà più motivo di esistere. Importante sottolineare che per acquisizione della titolarità si farà riferimento alla sede occupata dal docente interessato in organico di diritto. Quindi il docente sarà titolare sulla sede di provenienza e non sulla sede dove presta servizio in utilizzazione o assegnazione provvisorie.

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CHE FINE FARANNO GLI AMBITI TERRITORIALI?

Per il momento resteranno, prevedendo la possibilità di essere modificati nella loro ampiezza dagli uffici scolastici regionali, sentite le regioni e gli enti locali, entro il 31 dicembre e comunque ogni tre anni. In futuro gli ambiti dovrebbero solo servire per indicare preferenze in una determinata area geografica sub provinciale, in analogia ai vecchi distretti scolastici, ottenendo comunque una titolarità su sede scolastica.