Il taglo alla scuola
I tagli all'istruzione ci saranno. Una solenne smentita delle dichiarazioni del Ministro. E non solo

Il taglio all’istruzione ci sarà! Nonostante le dichiarazioni del Ministro Bussetti. E non solo! Anticiperà al ribasso la percentuale di spesa prevista per il 2020. Di male in peggio! Questo governo conferma il detto “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” (Il Gattopardo)

Il taglio all’istruzione smentisce il Ministro

Il taglio all’istruzione ci sarà! Purtroppo! Non sarà consistente, ma l’operazione verrà effettuata. Il dato smentisce il Ministro Bussetti che qualche settimana esprimeva più una speranza che una certezza. Egli puntava ad un pareggio tra spese ed entrate. In altri termini, la conferma dello status quo. ” Credo proprio che tagli alla pubblica istruzione non ce ne saranno
La conferma di questo taglio proviene da Corriere.it si legge: ” Il taglio all’Istruzione è confermato nero su bianco dal documento programmatico di Bilancio inviato dal governo all’Europa: la spesa per istruzione in rapporto al Pil, si legge «si attesta in media sul 3,6% nel quinquennio 2014-2018 (3,5% nel 2019)». 

Altra sorpresa si anticipa  il trend del Def 2015-18

Il dato sconfessa quello previsionale contenuto nel Def 2015-18. Si legge che la spesa italiana in Istruzione passerà al 3,5% nel 2020 per poi scendere fino al 3,3% nel 2035.

Quindi non solo si taglia, ma si anticipa la percentuale per l’istruzione prevista per il 2020. Pessima notizia. Probabilmente, il taglio anche se minimo, in valore percentuale ,è il prezzo che il Miur dovrà pagare per le riforme-spot ( Reddito di cittadinanza, riforma della legge Fornero e Flat tax). Non poteva essere diversamente, per non trasformare la legge di Bilancio in una mega-cambiale di 40 miliardi di €.

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Quali le conseguenze?

Questo taglio porterà a un nuovo blocco contrattuale che riguarderà tutto il comparto pubblico, quindi in proporzione anche il settore istruzione. Sembra che sarà garantita la perequazione degli stipendi più bassi (unica buona notizia).  Sicuramente la proposta di legge, presentata dal Deputato Azzolina (prima firma), finalizzata a superare le classi pollaio stazionerà su un binario morto. Il superamento di questo obbrobrio pedagogico è stato quantificato in “338.500.000 euro per l’anno 2019, a 1.180.000.000 di euro per l’anno 2020, a 1.715.100.000 euro per l’anno 2021 e a 2.130.000.000 di euro a decorrere dall’anno 2022 (art. 1).
Difficile fare previsioni per  i tagli che riguarderanno il Mof (Miglioramento dell’Offerta formativa)  che contiene le risorse per le Figure strumentali, gli incarichi specifici, la sostituzione dei colleghi assenti…
Una considerazione (amara) si conferma un certa continuità con i governi precedenti come quello di Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni (solo per citarne gli ultimi).
Un bell’esempio del detto famoso contenuto nel romanzo “Il Gattopardo” (G. Tomasi di Lampedusa) e pronunciato da Tancredi:”Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

A questo punto chiedo: “cui prodest” prolungare l’agonia del moribondo (=scuola)?