Pensioni scuola ultime notizie, Quota 100 da esodo e il Miur pensa ad un maxi-concorso

Quale sarà l’impatto dell’introduzione di Quota 100 sul comparto scuola, e in generale, sulla Pubblica Amministrazione? Il Sole 24 ore parla di ‘un numero che circola da qualche settimana sul possibile impatto di “quota 100” sul pubblico impiego’. Si parla addirittura di 160mila dipendenti della Pubblica Amministrazione disposti a lasciare il proprio posto per accedere alla pensione. C’è chi la ritiene una buona opportunità, nonostante le penalizzazioni a cui si potrebbe andare incontro.

Quota 100, 70-80mila docenti pronti a lasciare la cattedra secondo le stime pubblicate da ‘Il Sole 24 Ore’

Le stime pubblicate dall’autorevole quotidiano economico parlano di un bacino di 140mila unità tra medici, docenti e infermieri. Al punto che, alla fine della fiera, il bacino complessivo potrebbe addirittura superare le 300mila unità, un vero e proprio esodo.
Si tratta di stime, d’accordo, visto che risulta impossibile stilare un conto ufficiale ma anche il comparto scuola potrebbe vedere un alto numero di pensionamenti anticipati. Dalle parti di viale Trastevere circola un numero choc: a lasciare potrebbero essere 70-80mila docenti. Un turn over più che doppio – scrive Il Sole 24 ore sul numero odierno di lunedì 22 ottobre – rispetto ai 30mila di quest’anno’.

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Esodo docenti nella scuola per Quota 100: il Miur sta pensando ad un maxi concorso

Un numero che, ricordiamolo, ha creato già non pochi problemi per quanto riguarda l’avvio del nuovo anno scolastico 2018/2019: su 57mila assunzioni disposte dal Ministero dell’Economia e della Finanza, circa 25mila sono rimaste sulla carta, senza assegnazione. Tutto ciò, è dovuto, ormai lo sappiamo, alla cronica mancanza di insegnanti specializzati per alcune materie e in alcune aree del Paese. Come riempire quei vuoti? L’ipotesi che sta avanzando è quella di una maxi-selezione che si aggiungerebbe al concorso-sanatoria, altrimenti chiamato straordinario, disposto per la scuola dell’ infanzia e per quella primaria e ai 10mila posti in più per il sostegno. Ma difficilmente ci si riuscirebbe entro l’inizio del prossimo anno scolastico.