Inps, i chiarimenti sulle visite fiscali, esonero e fasce di reperibilità
Inps, i chiarimenti sulle visite fiscali, esonero e fasce di reperibilità

L’esonero dalle visite fiscali INPS, si può ottenere semplicemente chiedendo al medico di apporre il codice “E” nel certificato? Alle notizie che circolano negli ultimi giorni sul web, possiamo rispondere direttamente con i chiarimenti dell’INPS, che nella circolare INPS 7 giugno 2016, n. 95 precisa che le norme non prevedono alcun esonero dal controllo medico, ma solo dalla reperibilità. Ciò significa che resta possibile il controllo concordato.

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Esonero visita fiscale INPS: quando e come

L’Inps chiarisce pure che il medico curante può applicare l’esenzione solo nei casi previsti dalla normativa vigente, che determinano l’esclusione dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità. Ovvero:

1) dipendenti privati

patologie gravi che richiedono terapie salvavita;

stati patologici connessi ad invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%;

2) dipendenti pubblici

– patologie gravi che richiedono terapie salvavita;

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– causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo a menomazione unica o plurima alle prime 3 categorie della “tabella A” (decreto PdR 30 dicembre 1981, n. 834), ovvero a patologie rientranti nella “tabella E” dello stesso decreto;

– stati patologici connessi ad invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

Inoltre, è bene notare che la segnalazione da parte del medico va fatta al momento della redazione del certificato, e non certo aggiunta dopo.

E il codice E?

Il famoso codice “E” di cui si parla tanto (messaggio 13 luglio 2015, n. 4752), non è altro che un codice esclusivamente interno riservato ai medici INPS, utilizzato per l’esame dei certificati pervenuti. Un’aggiunta a posteriori del codice E, non ha alcun valore e non ha efficacia di esonero né dal controllo, né dalle fasce di reperibilità. Le visite d’ufficio INPS e quelle richieste dal datore di lavoro, restano quindi possibili.