Anno di prova con percorso FIT: le differenze

Il 2016 è stato l’ultimo anno per i docenti non di ruolo impegnati a sostenere un concorso che si è espletato attraverso una prova scritta, una orale e per molti anche in quella laboratoriale.

Nel 2018, invece, i docenti hanno dovuto sostenere un orale che non precludeva il percorso FIT. Una vittoria, visto che il concorso del 2016 aveva messo alla “porta” docenti qualificati e con esperienza decennale non consentendo il passaggio di ruolo tanto desiderato.

Il MIUR, con una nota del 21 settembre scorso, ha stabilito il percorso per la disciplina dell’anno di prova dei docenti neo immessi in ruolo da Concorso 2018 ai fini dello svolgimento del terzo anno FIT.

Vediamo cosa cambia dal vecchio anno di prova a quello che prevede il percorso FIT

Elementi che fanno parte del percorso FIT 

  • Svolgimento di almeno 180 giorni di servizio effettivamente prestato, dei quali almeno 120 giorni per l’attività didattica;
  • Redazione della progettazione didattica annuale con l’assistenza del tutor;
  • Elaborazione di un progetto di ricerca-azione;
  • Verifiche in itinere, a cui sono dedicate almeno 24 ore, a cura del tutor;
  • Predisposizione del portfolio professionale, comprensivo del bilancio di competenze iniziale e finale e del piano di sviluppo professionale.
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Differenze nel percorso

Le differenze sono tante anche nell’affrontare l’anno di prova. I docenti che hanno sostenuto l’anno di prova nei precedenti anni scolastici, non dovevano presentare un solo elaborato relativo al progetto di ricerca-azione, ma due progetti.

I vincitori del Concorso 2016 inseriti in organico hanno frequentato in presenza quattro corsi con la valutazione dei compiti finali loro assegnati e altri due giorni in presenza; uno all’inizio e uno alla fine del percorso. Da quest’anno invece i corsi in presenza non sono contemplati.

I pro e contro? In passato, i docenti dovevano recarsi interi pomeriggi a lezione con l’aggravio di dover presentare anche gli elaborati in itinere. I docenti del presente devono affrontare un’elaborato di progetto di cui ancora non si conoscono le modalità… speriamo che presto i colleghi vengano “illuminati” dall’alto su cosa debbano fare…

Qui la nota ufficiale originale del MIUR