Personale ATA 2018/19: si chiede piano di assunzioni per 35mila posti
Personale ATA 2018/19: si chiede piano di assunzioni per 35mila posti

MIUR ed il MEF, anziché stabilizzare il personale ATA, ricorrono ad assunzioni a tempo determinato. Per questo motivo, la FLC CGIL chiede un piano assunzionale di 35.000 posti per ‘poter dare gambe alla scuola dell’autonomia’. Lo fa evidenziando il problema in un comunicato.

Il disastro 2018/19 del personale ATA

“Al termine delle operazioni di reclutamento e nomine annuali del personale ATA sono rimasti ancora da coprire 13.349 posti, tra organico di diritto e di fatto. A questi posti vanno aggiunti gli 11.552 accantonati per le esternalizzazioni sul profilo dei collaboratori scolastici, ma che invece noi da anni chiediamo che siano messi a disposizione per assunzioni del personale statale” scrive la FLC CGIL. “Dunque abbiamo un totale complessivo di 24.901 posti attualmente coperti con supplenze annuali (e/o incarichi nel caso dei DSGA), ovvero più del 10% dell’organico disponibile. La FLC CGIL ritiene che ci siano le condizioni per la stabilizzazione di almeno 35.000 posti.

La Scuola ha bisogno di dotarsi anche per il personale ATA di un organico potenziato funzionale alle esigenze richieste (apertura pomeridiana, spazi funzionali e sicuri, accoglienza ed assistenza agli alunni con disabilità …) il che significa, in termini numerici, andare ben oltre il normale turn-over, restituire il personale tagliato dalla Legge di Stabilità 2015 (1.165 assistenti amministrativi e 855 collaboratori scolastici), fornire personale di supporto alle scuole del primo ciclo, totalmente sprovvisti di alcune figure professionali. Stimiamo che ad ogni istituzione scolastica (8.160 in tutto) l’organico ATA potrebbe essere potenziato di almeno 1,5 posti in più, per un totale di 12.240 posti aggiuntivi rispetto alle attuali dotazioni. Tale organico, aggiuntivo rispetto ai 24.901 posti rimasti disponibili, garantirebbe l’attuazione dei piani dell’offerta formativa elaborati dalle scuole, in particolare permetterebbe di:

  1. garantire alle 5.462 scuole del primo ciclo un supporto tecnico per far funzionare i laboratori e gli atelier;
  2. incrementare le dotazioni scolastiche (collaboratori scolastici) a vantaggio delle politiche di accoglienza e di inclusione, in particolar modo degli alunni con disabilità e dei convitti;
  3. far funzionare correttamente e senza affanni le segreterie scolastiche.
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Si tratta di una politica in discontinuità con quanto praticato negli ultimi 3 anni: il governo durante l’ultimo triennio 2015-18 non solo non ha restituito quanto le leggi finanziarie hanno tagliato, ma, come denunciato per i docenti, ha portato avanti una chiara politica al risparmio. Il divario fra organico di diritto ed organico di fatto è in aumento dal 10% del 2016/17 al 13% del 2017/18, con un dato ancora più preoccupante: i contratti a tempo determinato sono nettamente aumentati (circa +3.052 unità fra il 2016/17 ed il 2017/2018 ovvero quasi +15%), a dimostrazione che in presenza di reali necessità la risposta del MIUR e del MEF continua ad essere basata sulla politica della precarietà.”

Riflessioni e proposte

“Nella scuola dell’inclusività e dell’accoglienza, le professionalità ATA non possono continuare ad essere umiliate. Per garantire l’attività didattica curricolare ed extracurricolare di tutti i giorni (fatta di sorveglianza, sicurezza, accoglienza, pulizia, manutenzione, acquisti, bandi, tenuta sotto gestione della didattica, e tutte le attività anche invisibili della quotidianità) ed un livello di sostenibilità e di buona qualità del lavoro del personale ATA, è necessario un piano di stabilizzazione del personale precario e soprattutto un investimento in risorse umane che vada in controtendenza rispetto alle recenti stagnazioni.

Il potenziamento del personale ausiliario, tecnico ed amministrativo garantito da un’immissione in ruolo di almeno 35.000 posti deve essere poi accompagnato

  • dalla definizione di un piano di formazione per rafforzare le professionalità già esistenti nella Scuola;
  • dalla ridefinizione del sistema di reclutamento con cadenza anche annuale, partendo dal concorso per DSGA del quale ad oggi non abbiamo ancora visto la pubblicazione del bando.

È necessario procedere speditamente perché le emergenze e le inefficienze di quest’anno, ma possiamo tranquillamente dire “di questi anni”, non diventino definitivamente strutturali. Questa è per noi la base di discussione col Ministro Bussetti e con il MIUR, per “La scuola che verrà”.”

TABELLA DISPONIBILITÀ POSTI LIBERI IN ORGANICO DI DIRITTO E DI FATTO A.S. 2018/2019