Ata, stop appalti di pulizia, Gallo spiega perché ci sarà più spazio per i precari

Lo stop agli appalti di pulizia ha letteralmente diviso il mondo ATA. Da una parte ci sono quelli che esultano per il risultato raggiunto, ma dall’altra c’è chi vede come un’ingiustizia la stabilizzazione di coloro che lavorano nelle ditte esterne di pulizia. Altri ancora vedono come una minaccia al proprio posto queste nuove assunzioni. Luigi Gallo (M5S), presidente della VII Commissione Cultura della Camera, nel video postato sulla propria pagina Facebook, spiega però perché da questa manovra andranno a beneficiarne anche coloro che si trovano precari nelle graduatorie ATA.

Stop appalti di pulizia, Gallo: ‘Ci sarà più spazio per i precari ATA’

Lo scorso 17 ottobre è stata approvata la risoluzione 37, con cui si mette la parola ‘fine’ agli appalti di pulizia esterni nelle scuole. Un risultato che Luigi Gallo ha definito ‘storico’, arrivato dopo circa 20 anni di battaglie. L’obiettivo di Gallo e della maggioranza del governo è quello di rendere statali, stabilizzandoli, i lavoratori delle ditte e cooperative esterne di pulizia. Una manovra che porta regolarità nel mondo della scuola con dipendenti che saranno inseriti nell’organico ATA. Lo stop agli appalti di pulizia, però, porterà anche e soprattutto un gran risparmio alle casse dello Stato, proprio perché gli appalti non sono stati sempre trasparenti anzi spesso oggetto di intervento da parte dell’Antitrust e quindi si riporta in qualche modo anche la legalità nel mondo della scuola, come riferito dall’onorevole Maria Marzana (M5S). Ma non è tutto. Luigi Gallo, infatti, spiega che i 12 mila posti in questione erano bloccati e quindi si va ad aumentare l’organico del personale ATA. “Nel momento in cui si vanno a stabilizzare i lavoratori storici che dal 2001 lavorano nelle ditte ci sarà spazio pure per i precari inseriti nelle graduatorie del personale ATA, anche perché questa misura permette di risparmiare spese e dunque le risorse risparmiate possono essere recuperate per fare altre stabilizzazioni ATA” così ha spiegato il presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei deputati.

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