Permessi brevi retribuiti docenti e ATA: cosa prevede la normativa
Permessi brevi retribuiti docenti e ATA: cosa prevede la normativa

La guida ARAN sui permessi brevi retribuiti nella scuola, cita l’art. 16 del CCNL del 29.11.2007, che prevede:
1. Compatibilmente con le esigenze di servizio, al personale con contratto a tempo indeterminato e con contratto a tempo determinato sono attribuiti per esigenze personali e a domanda brevi permessi di durata non superiore alla metà dell’orario di lavoro giornaliero individuale di servizio e comunque per il personaledocente fino ad un massimo di due ore. Per il personale docente i permessi brevi si riferiscono ad unità minime che siano orarie di lezione.
2. I permessi fruiti non possono eccedere le 36 ore in un anno scolastico per il personale ATA, mentre per il personale docente il limite corrisponde al rispettivo orario settimanale di insegnamento (il docente di scuola di I e II grado 18 ore; docente di scuola primaria 24 ore e docente di scuola dell’infanzia 25 ore).
3. Entro i due mesi lavorativi successivi a quella della fruizione del permesso il dipendente è tenuto a recuperare le ore non lavorate in una o più soluzioni in relazione alle esigenze di servizio. Il recupero da parte del personale docente avverrà prioritariamente con riferimento alle supplenze o allo svolgimento di interventi didattici integrativi, con precedenza nella classe dove avrebbe dovuto prestare servizio il docente in permesso.
4. Nei casi in cui non sia possibile il recupero per fatto imputabile al dipendente, l’Amministrazione provvede a trattenere una somma pari alla retribuzione spettante al dipendente stesso per il numero di ore non recuperate.
5. Per il personale docente l’attribuzione dei permessi è subordinata alla possibilità della sostituzione con personale in servizio.

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In quali casi il docente può usufruire dei permessi brevi?

Ai sensi dell’art.16 del CCNL del 29.11.2007 il dipendente può usufruire dei permessi brevi per esigenze personali che richiedono di assentarsi dal luogo di lavoro. Tali permessi debbono essere recuperati con supplenze o con svolgimento di interventi didattici integrativi, con precedenza nella classe dove avrebbe dovuto prestare servizio il docente in permesso.
Nulla dice il contratto nel caso de quo, cioè nel caso di un permesso fruito durante le attività collegiali, che sono attività funzionali all’insegnamento ai sensi dell’art. 29 del CCNL su citato, non fungibili con le attività di insegnamento. L’attribuzione di tali permessi per il personale docente è subordinata alla possibilità di sostituzione con personale in servizio.

E se viene superato il limite delle ore annuali?

Secondo quanto previsto dalla disciplina vigente, i permessi concessi a tale titolo “non possono comunque superare le 36 ore nel corso dell’anno”. Pertanto, superata la soglia, il dipendente dovrà ricorrere alla fruizione di altri istituti al fine di non essere considerato assente ingiustificato. L’assenza ingiustificata implica, oltre alle trattenute economiche, anche la verifica circa l’opportunità di attivare un procedimento disciplinare, secondo le disposizioni contrattuali vigenti in materia, tenendo altresì presente quanto previsto dal d.lgs. n. 150 del 2009.