No ai tagli del Percorso FIT
No ai tagli del Percorso FIT
Riceviamo in redazione il seguente comunicato UDU, relativo alle notizie su una possibile modifica al Percorso FIT prevista nella bozza della legge di bilancio. Che si tratti di una manovra per ridurre i costi della formazione?

Comunicato UDU sulle modifiche al percorso FIT

“Secondo le indiscrezioni trapelate oggi dai giornali, la bozza della legge di bilancio
conterrebbe un’importante modifica al FIT, il percorso di formazione iniziale per gli aspiranti insegnanti di scuola secondaria, che prevede la riduzione dello stesso da tre a un anno.
Dichiara Enrico Gulluni, Coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Dopo mesi di incertezza e di dichiarazioni confusionarie il MIUR sembra aver deciso di trasformare
sostanzialmente il FIT. Se da un lato l’accorciamento del percorso permetterebbe di velocizzare l’inserimento nel mondo del lavoro, dall’altro sorge spontanea la preoccupazione che questa misura sia stata dettata dalla volontà di ridurre i costi della formazione. Risulta difficile ora dare un giudizio nel merito sui pochi dettagli conosciuti, ma considerando il sostanziale restringimento della durata del percorso sottolineiamo la necessità di garantirne comunque la qualità, mantenendo contestualmente la sostenibilità del carico didattico per i tirocinanti. Non possiamo inoltre che dirci contrari al fatto che, in caso di mancato superamento della prova finale, non siano date ulteriori possibilità, vanificando definitivamente un importante percorso di formazione e le aspirazioni degli studenti.”
Conclude Gulluni: ” Non si conosce ancora l’impatto economico di questa operazione, nè
quanto il Governo abbia intenzione di tagliare sul capitolo del FIT sia sul livello delle attività formative, sia sulla retribuzione dei tirocinanti in quanto occorre garantire un’adeguata retribuzione, ma da quanto risulta dal taglio di 15 milioni sull’ università all’interno del Decreto fiscale, è chiaro che dal punto di vista degli investimenti non possiamo aspettarci molto. Da segnalare, inoltre, come ancora una volta il Ministero, quando interrogato sulla sua volontà, non abbia proferito alcuna risposta, neanche di fronte alle richieste formali del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, e decida quindi di operare importanti modifiche senza prima consultarsi con gli studenti e con i soggetti interessati. Chiediamo che almeno in fase di discussione della legge di bilancio ci sia un confronto reale, e soprattutto che questo riordino non sia solo mosso dalla volontà di diminuire drasticamente i costi della formazione.”
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