Dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere arriva l’ennesima pronuncia sulla mobilità dei docenti che vede soccombere ancora una volta il Miur. Dallo Studio legale BFI riceviamo e pubblichiamo la notizia del recente accoglimento da parte del giudice del lavoro della cittadina campana.

Comunicato

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in funzione di Giudice del Lavoro, ha accolto il ricorso presentato dallo studio legale BFI di Cellole, in favore di una docente di Sessa Aurunca che, partecipando alla fase B della mobilità, si era vista scavalcare da colleghi partecipanti alle successive fasi ed aventi anche punteggio notevolmente inferiore. In questo modo, le era stato ingiustamente negato il trasferimento in un ambito territoriale della provincia di Caserta. Con la sentenza n. 2583/ 18 del 23/10/18 il Giudice del Lavoro ha stabilito che: “Il sistema delineato dal CCNI prevede, quindi, che i criteri per l’assegnazione dell’Ambito Territoriale, per ciascuna fase, sono costituiti dal punteggio e dagli eventuali diritti di precedenza, di cui all’art. 13 del medesimo CCNI (da far valere all’interno della fase di appartenenza), nel rispetto del principio meritocratico. Pertanto, il M.i.u.r. è stato condannato a rivedere: “alla ricorrente nel rispetto del principio di scorrimento della graduatoria tenendo conto del punteggio conseguito e secondo l’ordine di preferenza indicato nella domanda di mobilità, in relazione alla fase B – sottofase B1 – in cui si articola la procedura, con precedenza rispetto ai docenti partecipanti al successivo movimento B3”. Grande soddisfazione dell’avv. Antimo Buonamano dello studio legale BFI: “Adesso il MIUR dovrà non solo ottemperare all’ordine giudiziale, ma sarà costretto a trasferire la docente vicino alla sua famiglia”.

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Avv. Antimo Buonamano