Scuola infanzia e primaria ultime notizie: 'Governo del cambiamento promette mari e monti e poi?'
Scuola infanzia e primaria ultime notizie: 'Governo del cambiamento promette mari e monti e poi?'

Il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, in occasione della sua visita in Sicilia, aveva annunciato un piano del Governo per il tempo pieno nelle regioni meridionali, un piano che doveva rappresentare una risposta contro la dispersione scolastica. Alla luce di quanto visto nella Legge di Bilancio 2019, però, sembra che le parole del ministro siano rimaste tali.

Scuola, Ministro Bussetti: ‘Ho chiesto al premier Conte e al ministro Tria che vengano trovate le risorse’

A confessare il flop, lo stesso ministro Bussetti, il quale in occasione di un question time alla Camera ha risposto così ad un’interrogazione riguardante gli organici dei docenti: ‘Ho chiesto al presidente del Consiglio Conte e al ministro dell’Economia Tria che nella legge di bilancio vengano trovate le risorse per il rafforzamento dell’organico dei docenti, in particolare alla scuola dell’infanzia e alle primarie. Attraverso un consistente ampliamento dell’organico che riguarderebbe, in particolare, le regioni meridionali dove è maggiore l’esigenza di potenziamento del tempo pieno, potranno, infatti, crearsi le condizioni per dare soluzione agli effetti negativi prodotti dalla legge 107‘.
Insomma, la richiesta è stata fatta ma il Mef avrebbe fatto orecchio da mercante.

Anche il Presidente della Commissione Cultura alla Camera, onorevole Luigi Gallo (Movimento Cinque Stelle) aveva dichiarato: ‘In questi cinque anni, bisogna necessariamente ridurre quella distanza che separa il Settentrione dal Meridione. Laddove esiste questo divario vanno posti rimedi. Il contratto di Governo prevede il recupero dei gap che esistono fra una regione e l’altra’.

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Pacifico, Anief: ‘Governo del cambiamento? Inutile promettere mari e monti’

In una nota pubblicata dal sindacato Anief, il Presidente Marcello Pacifico sottolinea come già ‘i 27.400 mila posti chiesti dal Ministro Bussetti fossero già una quota risibile, rispetto alle effettive necessità, visto che oggi vi sono 120 mila posti vacanti, di cui quasi le metà su sostegno. Avere negato anche quelli significa che al momento non c’è alcuna volontà di investire su potenziamento e tempo pieno. Addirittura – ha proseguito Pacifico – se non si cambia marcia, la prossima estate potremmo ritrovarci con un numero record di supplenti annuali. Così il governo del cambiamento negherà se stesso. Inutile promettere mari e monti se poi nell’unico provvedimento utile, nella legge di stabilità, non si trovano coperture finanziarie’.