Scuola, stipendi docenti e personale Ata: ecco gli ultimi dati dell'Aran

Gli ultimi dati resi noti dall’Aran sugli stipendi dei dipendenti della Pubblica Amministrazione hanno evidenziato un risultato drammatico per quanto concerne il personale scolastico: i compensi di docenti e personale Ata sono i più bassi in assoluto tra il pubblico impiego e addirittura sono ancora più bassi rispetto a qualche anno fa.

Docenti e personale Ata, stipendi più bassi in assoluto in tutta la Pubblica Amministrazione

Infatti, se si va ad analizzare il periodo compreso tra il 2001 e il 2016, si è partiti da uno stipendio medio annuo di 22.185 euro più 2.123 euro di trattamenti accessori per arrivare, quindici anni dopo, ad appena 28.403 euro di stipendio annuo medio, dopo che nel triennio 2009-2011 si era andato oltre i 30mila euro.
Tutti gli altri comparti pubblici hanno fatto registrare stipendi in crescita: come pubblicato dal sindacato Anief, le forze di polizia sono passate da 27.400 a 40.058 euro, le forze armate hanno visto aumentare gli stipendi medi da 29.396 a 41.050 euro. La magistratura ha fatto registrare impennate record, visto che gli emolumenti dei giudici sono schizzati dai già considerevoli 91.630 euro medi l’anno ai 138.268 euro del 2016.

Stipendi docenti e personale Ata: come stanno le cose?

Il contratto collettivo nazionale di docenti e personale Ata, invece, non ha garantito nemmeno la copertura dell’inflazione, cresciuta nell’ultimo decennio di quasi venti punti percentuali. Nella nuova Legge di Bilancio si andrebbe a coprire solamente l’Indennità di vacanza contrattuale, peraltro non aggiornata dal 2008: ai dipendenti pubblici con un reddito di 30 mila euro arriveranno 136,5 euro di aumenti annui, a seguito della media dell’incremento degli stipendi dello 0.6%.
In buona sostanza, circa dieci euro al mese. A queste risorse si aggiungono i 20 euro della perequazione, che se non stanziati avrebbero generato addirittura una riduzione degli stipendi. Tutto il resto viene affidato alle promesse di Luigi Di Maio che vorrebbe tagliare gli sgravi fiscali ai petrolieri per mettere più soldi nella scuola e negli stipendi degli insegnanti. Tra due mesi, e allora facciamoci il nodo al fazzoletto.

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