Al Punto 22 del Contratto di Governo si parla di Fase Transitoria per il reclutamento dei precari storici non prevista dalla bozza ora in discussione in Parlamento. La Petizione dell’AnDDL raccoglie oltre ventimila firme.

Napoli, 4 novembre – “Abbattuto anche il muro dei VENTIMILA firmatari! In pochi giorni la Petizione lanciata dall’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori (AnDDL) ha raggiunto la ragguardevole cifra di 20.257 sostenitori, ed è ancora possibile firmare a questo link https://www.change.org/p/luigi-di-maio-pas-e-ruolo-per-i-docenti-di-terza-fascia

“20.257 precari che con le loro famiglie dicono con decisione NO alla bozza sul reclutamento presentato con il Def in Parlamento, che va a tagliare le gambe proprio a quei precari che da anni consentono il corretto funzionamento della scuola pubblica. Se i docenti precari di Terza Fascia decidessero di scioperare ad oltranza le Scuole potrebbero anche chiudere. In alcune realtà del nostro paese infatti la maggioranza del corpo docente è costituito proprio da quegli insegnanti che oggi il Governo del Cambiamento vorrebbe penalizzare, riservando loro una quota di appena il 10% dei posti disponibili nel prossimo concorso da farsi non si sa quando!”. Così il professor Pasquale Vespa, portavoce dei precari di Terza Fascia organizzati in Associazione.

“Ma poi con quale coraggio il Miur si appresterebbe ad organizzare un nuovo concorso aperto a tutti? Ad un concorso del genere è facile prevedere la partecipazione di centinaia di migliaia di aspiranti tra neolaureati e precari con esperienza. Il concorso 2018, preventivato per una platea di circa 80 mila abilitati ha visto infatti la partecipazione di soli 50 mila precari circa, la maggioranza nel Sud. Nelle intenzioni del ministero questa tornata avrebbe dovuto concludersi a fine agosto per consentire l’immissione in graduatoria GMRE già dal primo settembre e garantire un avvio regolare del nuovo anno scolastico 2018/19. Ebbene il concorso per molte classi di insegnamento ancora non è terminato e quasi sicuramente salterà anche la proroga al 31 Dicembre 2018 per la formazione delle graduatorie. Una debacle organizzativa di cui nessuno parla, dovuta a vari fattori, uno tra tutti la mancanza di docenti esaminatori che rifiutano l’incarico perchè pagati con una manciata di euro” commenta il presidente Pasquale Vespa.

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Infine la stoccata al Governo del Cambiamento che “con questa bozza sul reclutamento ha disatteso quanto previsto nel Contratto di Governo sottoscritto da Lega e Cinquestelle” – commenta il professor Vespa.

Al Punto 22 del succitato Contratto di Governo, idea lanciata dal leader del M5s, l’onorevole Luigi Di Maio, infatti si legge: “Una delle componenti essenziali per il corretto funzionamento del sistema di istruzione è rappresentata dal personale scolastico. L’eccessiva precarizzazione e la continua frustrazione delle aspettative dei nostri insegnanti rappresentano punti fondamentali da affrontare per un reale rilancio della nostra scuola. Sarà necessario assicurare, pertanto, anche attraverso una Fase Transitoria, una revisione del sistema di reclutamento dei docenti, per garantire da un lato il superamento delle criticità che in questi anni hanno condotto ad un cronico precariato e dall’altro un efficace sistema di formazione.”

“Nella bozza presentata in Parlamento, in questi giorni, manca la Fase Transitoria! – dice il professor Vespa – Non è possibile pensare di liberarsi così dei precari storici. Si creeranno decine di migliaia di esodati, tra abilitati che non hanno partecipato al concorso 2018 e i tanti docenti precari storici di terza fascia! Facciamo appello – a nome delle oltre 20 mila famiglie di lavoratori della conoscenza che hanno sottoscritto la nostra petizione – al ministro Bussetti perchè si confronti con il presidente della VII Commissione Cultura del Senato, Mario Pittoni, e sposi la proposta del senatore, frutto del dialogo con i precari e del confronto con l’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori che lo ha sostenuto per la sua politica sulla Scuola”.