diplomati magistrali e contratti

Molti diplomati magistrali ricorrenti, soprattutto quelli che hanno sottoscritto un contratto a tempo indeterminato con la famosa riserva, stanno contattando i loro legali di riferimento chiedendo se devono firmare una modifica al contratto di lavoro proposta dal dirigente scolastico, il quale, a sua volta, sostiene di agire sotto indicazione del Miur. A quanto è dato sapere, si tratterebbe di un addendum al contratto di lavoro, dove all’interno c’è una clausola di salvaguardia per il Miur. Si sostiene che il contratto viene rilasciato e sottoscritto in virtù della legge 96 del 2018, ovvero la legge di conversione del decreto dignità.

Errata applicazione della Legge

Ebbene, partiamo dal fatto che in realtà non è stato sottoscritto sotto la legge 96 del 2018, ma molto tempo prima. Quindi diciamo che c’è un primo errore nell’applicazione della legge. Un’altra problematica è costituita dal fatto che questa clausola di salvaguardia in realtà potrebbe significare il fatto che il Ministero, all’esito dei procedimenti pendenti, debba convertire i contratti da tempo indeterminato a tempo determinato trasformandoli dal 31 agosto al 30 giugno. Precisiamo intanto che questa clausola non va assolutamente firmata dai diplomati magistrali destinatari della proposta. Vediamo di seguito il perché.

Clausola illegittima

Si trova nella stessa legge 96 del 2018 la condizione alla quale deve avvenire la trasformazione dei contratti di cui si parla. Il momento dell’esecuzione è quello immediatamente successivo all’esito negativo della sentenza di merito del Tar. I dirigenti scolastici sono tenuti ad eseguire quanto previsto dal decreto dignità dopo le sentenze di merito negative. Basti leggere l’articolo 4 della legge 96 del 2018 che dice chiaramente che il Miur, al fine di eseguire le decisioni giurisdizionali di cui al comma 1, ovvero le decisioni giurisdizionali di merito negative, dovrà provvedere alla trasformazione in questione. Intervenire in anticipo rispetto a quanto statuito dalla nuova normativa è un comportamento illegittimo.

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Non ammissibilità della modifica unilaterale

Va detto che le regole generali del diritto del lavoro sono valide tanto per il comparto della pubblica amministrazione quanto per quello della scuola. La loro applicazione deve essere uniforme, escludendo in tal modo la modifica unilaterale di un contratto di lavoro avvenuta senza il consenso del lavoratore. Ne si può condizionare il pagamento dello stipendio all’esecuzione del contratto, come è stato segnalato in qualche caso. Vi si verrebbe a configurare infatti il reato di estorsione. Qualora i diplomati magistrali dovessero trovarsi in una delle situazioni descritte potranno, anzi dovranno, esercitare il diritto alla tutela contrattuale rivolgendosi ad un legale.

Si ringrazia per il contributo l’Avv. Valentina Piraino.