I diplomati magistrali che parteciperanno al concorso straordinario avranno diverse probabilità di essere assunti in ruolo in base al criterio regionale. Atteso che su tutta la procedura pende la tempistica che secondo i piani del governo dovrebbe produrre le graduatorie di merito regionali già a luglio 2019, circostanza alquanto improbabile per i tempi connessi alla formazione delle commissioni di valutazione, troveranno il percorso più veloce al nord. Al momento nessuno è in grado di stabilire con precisione la disponibilità ufficiale dei posti liberi, la cui pubblicazione e appannaggio del Miur. Per l’avvio del concorso straordinario si attende solo la pubblicazione in Gazzetta del bando ufficiale.

L’infografica rappresenta la situazione che si era determinata a gennaio 2018 quando, dopo che la plenaria espresse il suo parere, i diplomati magistrali inseriti in ruolo con la riserva erano 6669. L’evoluzione successiva dei ricorsi aveva prodotto altri inserimenti con la clausola risolutiva scioglimento in caso di esito negativo del contenzioso, portando il totale complessivo a circa 10.300 unità (dato fornito da stime in possesso di Orizzonte Scuola). Alcuni di questi docenti hanno già avuto la trasformazione dei contratti a tempo determinato in forza dei meriti negativi.

Potrebbe interessarti:  In attesa delle Faq ministeriali relative al concorso straordinario

Inserimento in ruolo a due velocità

In Liguria, Lombardia e Veneto, regioni dove le Gae sono esaurite, le immissioni in ruolo potrebbero avvenire già a settembre 2019, a patto che la tempistica indicata dal ministero venga rispettata rigorosamente. In Umbria e in Toscana le graduatorie sono ormai agli sgoccioli, stante i pensionamenti disposti che hanno prodotto disponibilità di posti superiori rispetto al numero dei docenti presenti nelle graduatorie. Si tratta di regioni dove in molti casi si è provveduto a convocare i supplenti da Mad. Nelle regioni meridionali e nel Lazio, l’ingolfamento delle graduatorie di merito e delle Gae richiederà dei tempi molto più lunghi per lo smaltimento del precariato.