personale ATA

Partiamo dalle promesse. Dopo la revoca dell’incarico ad Aziende esterne per i servizi di pulizia e manutenzione degli Istituti scolastici, Il Ministero avrebbe deciso il riaffidamento delle mansioni al Personale ATA già in essere oltre a nuove assunzioni per un totale di 12000 unità.
Inoltre, i già assunti sarebbero passati da un contratto a part time a un contratto a tempo pieno (leggi l’articolo). Nei giorni scorsi, la notizia era stata anche pubblicata dal Presidente della VII Commissione Cultura della Camera, Luigi Gallo sulla sua pagina Facebook.
Peccato che nell’ultima versione del DdL, tutti i riferimenti all’integrazione del personale Lsu con quello ATA siano spariti. 

Nuova proposta di classificazione del Personale ATA

La proposta riprometteva di cominciare il prossimo anno con nuove assunzioni, dando seguito a quanto previsto dal Contratto Nazionale del Lavoro attualmente in vigore. Si sarebbe dovuti partire con una nuova classificazione e una nuova definizione dei profili del Personale ATA, aggiornamento che si sarebbe dovuto fare entro i primi 30 giorni dalla stipula del contratto valido per il triennio 2015/2018 come si evince dall’articolo 34 del CCNL, ma mai integrato al contratto.

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L’annuncio (era) ufficiale…

Anche il Movimento 5 Stelle aveva confermato la notizia con un comunicato stampa:
“Utilizzeremo per la stabilizzazione dei lavoratori storici degli appalti dei servizi nelle scuole le risorse per la proroga del progetto ‘Scuole Belle’, contenute nella bozza della Legge di Bilancio.
Su questo punto tra Parlamento e Miur c’è piena concordanza: bisogna far uscire dalla precarietà i lavoratori delle imprese di pulizia e sicurezza nelle scuole”. Lo affermano, in una nota, i deputati del MoVimento 5 Stelle della commissione Cultura.
“Il Parlamento ha da poco votato una risoluzione che punta proprio a internalizzare questi servizi. Un’iniziativa che reca vantaggio sia ai lavoratori sia allo Stato, che in questo modo spenderà addirittura di meno per una qualità dei servizi maggiore. Con lo stesso impegno, si procederà in questa direzione con la Legge di Bilancio”.

Solo parole?

Sembrava fatta e invece ci troviamo, ancora una volta, in balia della parole e delle promesse non mantenute dei “soliti noti”. Vediamo se questa dimenticanza è stata solo una “svista” o come spesso accade, la solita propaganda. Rimaniamo in attesa.