Contratto statali, aumento stipendio scuola di quanto

Con il rinnovo dei contratti statali, nella legge di bilancio, si prevedono aumenti da 50 euro al mese. Un primo piccolo aumento si avrà da aprile 2019 (8 euro) che salirà poi a luglio (13/14 euro). Aumenti che i dipendenti statali, docenti e ATA si ritroveranno nei cedolini stipendiali mensili. Nella legge di bilancio sono, infatti, contenuti anche gli stanziamenti che serviranno per il rinnovo dei contratti del prossimo triennio 2019/2021. Vediamo quali sono le cifre riportate da Il Messaggero e da dove deriva l’aumento.

Scuola e statali, aumento stipendi: perché e a quanto ammontano?

Già all’inizio di questo anno erano stati erogati i cosiddetti arretrati che si riferivano al periodo 2016/2018. Ora con la nuova manovra il Governo stanzierà 1,1 miliardi nel 2019, 1,4 nel 2020, fino ad arrivare a 1,8 miliardi nel 2021. Bisogna però tener presente che già il precedente Esecutivo aveva stanziato 1,3 miliardi per l’indennità di vacanza contrattuale, ossia la cifra che spetta al dipendente pubblico quando risulta scaduto il contratto ma non è stato ancora definito quello nuovo. E proprio questo sarà ciò che gli statali, docenti e ATA compresi, si troveranno nello stipendio di aprile 2019. Non è tutto. Ci saranno, infatti, anche 140 milioni di euro di ‘avanzi’ dal periodo 2016/2018. Gli aumenti derivanti dalla indennità di vacanza contrattuale saranno di 25.184 l’anno ma restano provvisori poiché dovranno poi essere definiti. Per il 2019 l’Istat ha previsto un incremento di 1,4%: dopo tre mesi di vacanza lo 0,42%, dopo sei mesi lo 0,7%. Ci saranno poi da considerare altre due voci: l’elemento perequativo (16/17 euro in media al mese) che il Governo proroga per un costo di circa 250 milioni di euro; il trattamento accessorio riservato a Vigili del fuoco e Polizia per i servizi operativi. In totale per una retribuzione di circa 32.600 euro l’anno lordi si avranno: 32 euro mensili nel 2019, 40 euro nel 2020 e poi ogni anno circa 50 euro (fino a 52 euro per i dipendenti non statali che percepiscono una retribuzione annua un po’ più alta, circa 35.300 euro).

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