Rinnovo contratti statali e scuola, tabelle relazione tecnica: 330 milioni per aumenti stipendi

Per gli aumenti degli stipendi dei dipendenti statali e scuola resterebbero 330 milioni, ovvero circa 10 euro a dipendente PA. E’ quanto emerge dalle tabelle della relazione tecnica alla legge di bilancio riportate da Il Sole 24 Ore. Questo per ciò che riguarda il 2019 ma anche per il 2020 e 2021 la situazione non cambia troppo. Il 70% dei 1,1 miliardi di euro di fondi risulta essere infatti già bloccato, ‘prenotato’ per vincoli o destinazioni d’obbligo e per questo il rinnovo dei contratti sarebbe quasi a rischio.

Contratti statali e scuola: le cifre delle tabelle della relazione tecnica

Dalle tabelle della relazione tecnica trasmessa in Parlamento insieme alla legge di bilancio, riportate da Il Sole 24 Ore, si ricavano i fondi destinati al pubblico impiego. Le risorse messe a bilancio per il rinnovo dei contratti statali sono: 330 milioni per il 2019; 465 milioni per il 2020; 815 milioni per il 2021. Ci sono poi le quote già ‘prenotate’:

  • indennità di vacanza contrattuale: 310 milioni di euro all’anno per il 2019; 500 milioni per il 2020 e 2021;
  • elemento perequativo: 310 milioni di euro all’anno per il triennio 2019/2021;
  • integrativi polizia: 210 milioni di euro all’anno per il triennio 2019/2021.
Potrebbe interessarti:  Scuola, aumento stipendi docenti ultime notizie: ecco i fondi stanziati nella manovra

Dunque dalle cifre di partenza (1,1 miliardi per il 2019, 1,4 miliardi per il 2020 e 1,78 miliardi per il 2021) bisogna eliminare le quote bloccate, che sono appunto il 70% del totale. Questo è ciò che resta per il confronto fra governo e sindacati ai tavoli dell’Aran. Le cifre iniziali avrebbero prodotto un aumento stipendiale di circa 33 euro nel primo anno, 41 nel 2020 e poi 49 euro dal terzo, a regime. Con ciò che rimane in base alle tabelle sopra dette si arriva, invece, a un aumento medio a dipendente statale, docenti e Ata compresi, di circa 10 euro. Al momento sembra difficile che parta il confronto per il 2019 e anche per il 2020 e il 2021 la situazione non pare essere troppo differente.