Scuole aperte 24 ore, il deputato Francesco Boccia ha iniziato il solito copione di chi la “spara più grossa”. La lunga dichiarazione di un candidato alla segreteria del Pd. Peccato che il suo partito, quando poteva, abbia fatto poco per l’aula, il cuore dell’Istituzione scolastica.

Scuole aperte 24 ore, la lunga dichiarazione del deputato F. Boccia 

Scuole aperte 24 ore, il primo annuncio con “il botto”. E’ iniziata la corsa alla segreteria del Pd. Da qui a quando sarà nominato il nuovo segretario, ascolteremo dichiarazioni, leggeremo articoli che tenteranno di convincerci dell’importanza delle scuole.
Il deputato F. Boccia, candidato alla segreteria ha dichiarato:
Le scuole sono il cuore di un moderno Stato sociale. I dati sulla dispersione scolastica tra nord e sud che emergono dal rapporto Svimez 2018, 5% al nord e 20% di media al sud, non lasciano dubbi: è la scuola la priorità delle priorità. Ma non possiamo lottare ogni anno durante la legge di Bilancio per qualche centinaio di milioni, servono risorse vere e strutturali per studenti, insegnanti e personale. Dirottiamo sulla scuola tutte le risorse prese in deficit per la flat tax. Capovolgiamo il welfare del nostro Paese, creiamo un conto per la vita a carico dello Stato per ogni studente che lo accompagni dal primo giorno di scuola alla maturità: libri, mense, viaggi di istruzione, trasporto pubblico, assistenza per i disabili tutto il giorno. Tutto h24. Le scuole devono essere luoghi della socialità a tutto tondo. Non solo studio ma anche vita intorno allo studio.”

Una dichiarazione buona per chi ha la memoria corta

Una bella dichiarazione! In pieno stile postmoderno. E’ l’ultimo esempio di comunicazione  rivolta all’utente dalla memoria breve. Viviamo in un contesto inflazionato da informazioni, eventi che difficilmente “restano in scena” oltre il terzo giorno. Le esigenze di mantenere viva l’attenzione e la curiosità dello spettatore, costringono i responsabili di mass-media a sostituirle con altre di fresco impatto emotivo. In alcuni casi sono gli eventi ad imporsi, in altri, invece occorre “costruire” emotivamente la notizia. Questo frullatore” di informazioni è finalizzato solo a suscitare emozioni, meno riflessione. Sicuramente questo non aiuta l’interiorizzazione nella memoria a lungo termine, fondamento dell’identità psicologica e culturale di una persona.
La premessa era necessaria per “inquadrare” la dichiarazione del Deputato Boccia nel contesto postmoderno. Sembra che il Pd sia nato qualche mese fa, e quindi non abbia responsabilità sulla crisi della scuola.

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Quando il Pd ha governato ha dimenticato l’aula

I fatti, invece ci dicono il contrario. Nel periodo 2013-18 il Pd ha governato il nostro Paese. Quindi poteva rimediare allo “tsunami” della coppia Gelmini/Tremonti (2008-11) che ha colpito duramente l’aula. Mi riferisco ai provvedimenti che hanno istituzionalizzato le classi pollaio, eliminato le compresenze nella scuola primaria e dato il benservito a 87.000 docenti. Tutti questi provvedimenti hanno favorito prima la dispersione delle intelligenze e poi in molti casi la dispersione, di cui si lamenta l’On. Francesco Boccia. E il Pd cosa ha fatto? Nulla! Ha confermato l’orientamento del Governo Monti (2011-13) di portare a conclusione le decisioni del centrodestra.
Il “quadretto” si completa con i  provvedimenti autonomi del Pd. Ha fatto approvare la Legge 107/15 dove si esaltano molti progetti, attività, ma  poco il lavoro quotidiano di aula.
Matteo Renzi, infine “ha potenziato” le classi pollaio, impedendo ai D.S. di nominare i supplenti in caso di assenza  del titolare il primo giorno di assenza (Legge di Bilancio 2015, art. 1 comma 333). Risultato classi “gonfiate” ancor più. Altro che le scuole belle, ipotizzate dall’On. Boccia.