diplomati magistrali

La questione relativa al reclutamento dei diplomati magistrali è sempre sotto i riflettori. In una lunga intervista rilasciata a Gilda TV avvocato Michele Bonetti prova a fare il punto della situazione. La ricostruzione della vicenda parte dei primi ricorsi del 2010 tesi ad ottenere il riconoscimento ufficiale dell’abilitazione in seno al diploma magistrale. Il passaggio successivo fu una sentenza del Consiglio di Stato che riconosceva il diritto dei docenti ad essere inseriti nella seconda fascia delle graduatorie di istituto in virtù del valore abilitante del titolo.

Viene auspicata una soluzione politica. Sì introduce alla possibilità di far approvare una legge di iniziativa popolare volta ad ottenere lo scioglimento in senso favorevole dei meriti. In questo modo verrebbe confermato il diritto a 50 diplomati magistrali di poter permanere nelle Gae. Il tutto mediante lo svolgimento di un corso di formazione.

L’orientamento mutevole del CDS

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Come ben sappiamo, la questione dei diplomati magistrali è stata affrontata in sede di adunanza plenaria. In sede cautelare fu riconosciuto è riconfermato il diritto ad essere inseriti nelle Gae. La sentenza del 20 dicembre 2017 ribalto quanto precedentemente decretato. L’avvocato Michele Bonetti dice la sua sulla vecchia Plenaria, sulla nuova rimessione alla Plenaria, sui licenziamenti, sui passaggi in giudicato, sull’intervento politico col Decreto Dignità e con il Concorso Straordinario e su tanto altro.

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Le 3 possibilità

La plenaria potrebbe confermare quanto già deciso lo scorso 20 dicembre 2017. Ai diplomati magistrali solo l’alternativa del concorso straordinario per accedere al ruolo. Ovviamente esiste anche l’ipotesi opposta di un ribaltamento dell’orientamento precedente. In questo scenario 50.000 diplomati magistrali verrebbero finalmente inseriti in Gae a pieno titolo. Ma c’è anche una terza possibilità: l’introduzione di un paletto. I giudici di Palazzo Spada potrebbero decidere di limitare l’inserimento nelle graduatorie ai soli docenti che risultano inseriti nella seconda fascia delle graduatorie di istituto.