Scuola, UDU: ecco i dati dell'indagine Eurostudent 2016/2018
Scuola, UDU: ecco i dati dell'indagine Eurostudent 2016/2018

Pubblichiamo il comunicato stampa, inviatoci dall’Unione degli Universitari, a proposito della bocciatura da parte del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari della Legge di Bilancio promossa del governo giallo verde.

Il CNSU boccia il Governo e la Legge di Bilancio, Insufficiente e incoerente

Gli studenti hanno approvato all’unanimità il parere, nella seduta del 23 novembre 2018 del CNSU: “il disegno di legge di Bilancio delude pienamente le aspettative formatesi in tutto il mondo accademico alla luce delle premesse delineate nella Nota di aggiornamento al DEF – si legge nella delibera – nonostante le sollecitazioni a più riprese emerse nei giudizi di questo organo, il Governo ancora non sostiene la necessità di un rifinanziamento strutturale dell’Università e del Diritto allo Studio.”

La pagella di questi primi cinque mesi di governo è ancora ben lontana dalla sufficienza: “Ancora non è stata eliminata la figura dello studente idoneo non beneficiario di borsa di studio, nonostante l’impegno assunto; ancora manca una politica di assunzione e stabilizzazione di personale docente per garantire agli studenti una formazione di qualità e garantita a tutti oltre che un riconoscimento del valore sociale di chi svolge funzioni di docenza e ricerca. Nuovamente, l’Università è rimasta del tutto al di fuori dalle politiche d’investimento del Governo.”

Dichiara Carlo Garau, capogruppo UDU in CNSU: “Il consiglio si è espresso in maniera molto critica anche sui punti specifici che riguardano il comparto universitario inseriti all’interno della manovra. Riteniamo assolutamente insoddisfacente l’assunzione straordinaria di 1000 ricercatori, numero risibile e che non serve nemmeno a coprire il numero di pensionamenti annui.”

“Molto grave – aggiunge Garau – che di fronte all’emergenza occupazionale che colpisce anche i giovani laureati, si agisca con un piccolo incentivo alle imprese che assumono dottori di ricerca o laureati con 110 e lode. Questo significa non avere minimamente consapevolezza di quali siano le priorità del Paese. Serve un investimento serio e strutturale sull’università e sull’accesso al mondo del lavoro, che tenga conto anche del tipo di formazione dei laureati, delle loro inclinazioni e non solo del voto di laurea: niente di tutto questo è previsto nella bozza del governo.

Serve che i fondi prima destinati alle cattedre Natta, di cui avevamo chiesto l’abrogazione al momento della loro istituzione, vadano invece reinvestiti a sostegno dei settori maggiormente in difficoltà: per questo abbiamo chiesto che quel fondo non vada disperso, ma venga reimpiegato nel piano di reclutamento dei ricercatori di tipo B”.

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Sull’accesso all’insegnamento il CNSU non ha mancato osservazioni: “La revisione del FIT, presente in manovra – spiega il capogruppo dell’UDU – è un mero intervento strumentale a tagliare ulteriormente risorse, a discapito della qualità della formazione dei futuri insegnanti e, senza alcun dubbio, della situazione in cui si trovano i tanti aspiranti insegnanti che ancora oggi non hanno certezza sul percorso che devono affrontare per poter finalmente insegnare.”

Commenta Enrico Gulluni, coordinatore nazionale dell’UDU: “Il CNSU ha criticato fortemente anche la modifica sulle modalità di riparto delle risorse destinate al finanziamento dell’università, misura rispetto alla quale come Unione degli Universitari ci eravamo già espressi in maniera negativa nelle scorse settimane. Siamo soddisfatti che anche il consiglio abbia espresso tale parere: bisogna infatti invertire la concezione per cui le risorse all’università vengano stanziate in base all’andamento della finanza pubblica, tagliando di fatto a priori risorse agli atenei; infatti se mentre prima c’era un criterio fisso di aumento del fabbisogno finanziario, che era fissato nel 3%, adesso l’aumento andrà di pari passo con il PIL, che cresce molto meno del 3% annuo.”

L’università – conclude Gulluni – deve essere il motore di sviluppo e il centro del rilancio del Paese, e simili criteri di assegnazione dei fondi non faranno altro che aumentare le diseguaglianze tra i vari atenei, anche alla luce della ripartizione dei fondi in parte su base premiale.”

Il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari respinge, quindi, al mittente la proposta di disegno di legge di Bilancio del tutto insufficiente e incoerente rispetto quanto annunciato dal governo gialloverde. Il CNSU già nel mese di giugno, con l’insediamento del nuovo Governo, ha prodotto il “rapporto sulla condizione studentesca 2018” che offre una cospicua analisi in materia e dimostra come l’operato politico sia ancora ben lontano dagli obiettivi annunciati.