Inps, pensioni erogate dopo 5 anni: la grave denuncia de “La Verità”
Inps, pensioni erogate dopo 5 anni: la grave denuncia de “La Verità”

Secondo alcune fonti giornalistiche, l’Inps non rispetterebbe i termini previsti nella Carta dei servizi in relazione all’esame delle richieste di pensionamento. Questa, in breve, l’accusa pubblicata dal quotidiano “La Verità” e fondata su alcune indiscrezioni ricevute da una fonte anonima.

Inps, la denuncia de “La Verità”: “Pensioni erogate dopo 5 anni”, l’Inps trucca i dati statistici a discapito degli assistiti

Secondo il noto quotidiano fondato da Maurizio Belpietro, l’Ente di previdenziale nazionale ‘rigetterebbe’ le domande prima che scadano i termini per la disamina delle istruttorie. Successivamente, lo stesso Ente riprenderebbe in carico l’intera pratica per un ulteriore riesame, finalizzata questa volta alla sua definitiva approvazione. Ovviamente, questa anomala procedura richiederebbe del tempo, a tutto discapito degli assistiti.

Tale ‘giochetto’, secondo la fonte occulta de ‘La Verità’, sortirebbe un effetto positivo in relazione alle statistiche sull’incidenza dei ritardi dell’Inps per quanto concerne l’erogazione degli assegni pensionistici. Nel contempo, favorirebbe il medesimo Ente dal punto di vista della sua immagine istituzionale e in relazione alla sua efficienza nel disbrigo delle pratiche pensionistiche.

In poche parole, con questo escamotage si ridurrebbe il dato (vero) che riguarda quello che è oramai considerato da tutti un malfunzionamento dell’efficienza del personale interno all’Inps.

La Verità sciorina anche i dati ufficiali ricevuti dall’Inps e riguardanti i tempi medi delle istruttorie. Da quanto si legge, il lasso di tempo pare sia in leggero aumento, ovvero da 26 a 32 giorni. Secondo le stime fatte dallo stesso Ente questi leggeri ritardi devono essere addebitati al caos venutosi a creare per la nuova misura attualmente a regime: l’Ape sociale volontaria. Questa procedura richiederebbe, infatti, particolari processi di calcolo abbastanza complessi, che “a volte portano a tempi insostenibilmente lunghi“.

Una cosa è certa, sottolinea il quotidiano fondato da Maurizio Belpietro: prima l’iter per le istruttorie delle domande di pensionamento avevano oggettivamente tempi minori, sia per il settore pubblico che per quello privato. Oggi, si è passati da 30 giorni a 3 mesi per gli assistiti del settore privato, e da 4 mesi a 8 mesi per quelli della pubblica amministrazione. Insomma, qualcosa proprio non va.

Tempi lunghi per l’istruttoria delle pratiche di pensionamento Inps: la causa principale è la mancanza di personale 

A ribadire le accuse mosse da ‘La Verità’ sono anche alcuni noti esponenti sindacali di categoria. Tra questi, Concetta Balistreri, rappresentante della Cgil pensionati Palermo, la quale precisa che nella città capoluogo della Sicilia passerebbero persino due anni per ricevere un assegno di reversibilità. Un fatto, questo gravissimo ma ormai alquanto diffuso oltre che generalizzato.

Secondo la stessa sindacalista siciliana la causa andrebbe ricercata sicuramente nella carenza di personale in servizio presso l’Ente di previdenza nazionale. Il blocco del turn over e l’accanita corsa ad aumentare in maniera vertiginosa i servizi offerti dall’Inps stanno di fatto evidenziando tutti questi disservizi, purtroppo a discapito dei cittadini/utenti.

Dello stesso parere sono anche Mimmo Di Matteo e Luca Moraschinelli, entrambi responsabili rispettivamente della Cisl di Palermo e di Sondrio. Quest’ultimo precisa: «Qui a Sondrio l’Inps ha lo stesso organico di 15 anni fa, ma deve gestire anche le pratiche ex Inpdap, più tutti gli altri bonus e sussidi».