Miur, la nota della discordia: ‘necessario consenso famiglie per gite e lezioni extra’
Miur, la nota della discordia: ‘necessario consenso famiglie per gite e lezioni extra’

Dopo la pubblicazione della contestata nota da parte del Miur, i sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola hanno chiesto un incontro urgente con il Ministro Bussetti. In quella nota – secondo gli stessi – vengono lesi i diritti per ciò che attiene l’autonomia scolastica. Di tutto questo ne parla quest’oggi in un articolo il sito CERIPNEWS di cui pubblichiamo in maniera integrale il contenuto.

Scuola: gite e lezioni extra, servirà il «sì» dei genitori, lo precisa il Miur attraverso una nota

La nota sull’offerta formativa del Miur da un lato, ha suscitato l’entusiasmo di numerose associazioni per la famiglia ma, dall’altro, ha incontrato la protesta corale dei sindacati della scuola: «Così si lede l’autonomia scolastica, chiediamo subito un incontro al ministro Bussetti».

La circolare della discordia si riferisce alla compilazione del Piano triennale dell’offerta formativa (Ptof), specificando che le famiglie devono conoscerne i contenuti prima dell’iscrizione e devono esprimere il consenso per la partecipazione dei ragazzi alle varie attività extracurricolari. Parlare a scuola di sessualità nel quadro del curricolo di scienze è una cosa, parlare di omosessualità, aborto, divorzio o gender in attività extrascolastiche non è possibile per i ragazzi se mamma e papà non danno il consenso.

Lo stesso vale per i corsi di lingua, laboratori di scienze, concerti, lezioni di musica e teatro, viaggi di istruzione e attività sportive, di incontri legati alla salute, alla psicologia, allo sviluppo emotivo degli adolescenti, al concetto di famiglia o di identità sessuale: spesso si tratta di temi, quindi, legati alle dinamiche del bullismo e della violenza di genere.

«Una vittoria storica per i diritti dei genitori italiani – ha commentato Chiara Iannarelli, vicepresidente di Articolo 26 – da oggi, in particolare per quei temi più delicati e sensibili, legati alle scelte educative delle famiglie come affettività, sessualità, educazione di genere, i genitori non potranno più veder loro imposti progetti non condivisi, spesso senza alcuna informazione, e che per i loro contenuti sono invece da sottoporre alle scelte educative delle singole famiglie, anche se svolti nel normale orario scolastico».

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Una vittoria dunque, per le associazioni, mal digerita però dai sindacati che rivendicano il diritto all’autonomia delle scuole e ribadiscono che la partecipazione dell’intera scuola alle scelte educative è già prevista: «Chiediamo al ministro un incontro urgente – spiegano Francesco Sinopoli della Flc Cgil, Maddalena Gissi della Cisl Scuola e Pino Turi della Uil Scuola – per un confronto di merito su questa circolare, i cui contenuti rischiano di essere lesivi dell’autonomia professionale dei docenti e dell’autonomia scolastica, entrambe costituzionalmente garantite. Le procedure di definizione dell’offerta formativa sono fortemente democratiche e partecipative, richiedono la delibera del Consiglio di istituto e un’ampia fase di consultazione e proposta anche nei consigli di classe.

I presidi che ne pensano? «Facciamo chiarezza – spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi – se la scuola decide di trattare, ad esempio, l’educazione sessuale durante l’ora di scienze curricolare e la inserisce nel piano triennale dell’offerta formativa, i ragazzi seguiranno queste lezioni senza possibilità di essere esonerati. Se invece si tratta di un’attività extracurricolare, quindi facoltativa, la famiglia può decidere di non far partecipare lo studente. Ma la scuola comunque, da parte sua, porta avanti le lezioni come meglio crede».

Fonte: CERIPNEWS (http://www.ceripnews.it/notizie.htm#03760-scuola-gite-lezioni)