Scuola, precariato ultime notizie: tagli importanti nella legge di bilancio, ecco i numeri

 

Accantonato l’emendamento riguardante il potenziamento del tempo pieno. Pessimo segnale per la scuola! Il 2019 sarà uguale a quello che sta terminando. Altro che governo del cambiamento! Lo stallo e la calma piatta sono gli scenari confermati.

Accantonato (=bocciato?)  l’ emendamento sul tempo pieno 

Qualche giorno fa, Luigi Di Maio aveva annunciato: “Ieri è stato approvato un emendamento alla legge di bilancio molto importante e che dice che d’ora in poi in tutte le scuole italiane ci sarà il tempo pieno alle elementari. Una misura che arricchisce i programmi di formazione e istruzione, di welfare sociale, e una misura importante per gli insegnanti perché si sbloccano 2mila posti, di cui il 30% in mobilità”.
Immediatamente la proposta risultava di difficile attuazione. Il sindacato Cisl-scuola  dichiarava che per generalizzare il tempo pieno su tutto il territorio nazionale  (“in tutte le scuole italiane ci sarà il tempo pieno alle elementari”) occorrevano circa 43.000 docenti. Il fabbisogno ovviamente scendeva di molto, considerando solo il Sud
Quindi occorreva conseguire un obbiettivo minimo. In percentuale meno del 5%, rispetto al totale. E invece? L’emendamento è stato accantonato. E probabilmente la seduta di questa sera (2 dicembre) lo parcheggerà definitivamente. In altri termini, sarà cancellato!

Siamo di fronte al solito copione

La probabile bocciatura dell’emendamento porrà le condizioni per altri stop, riguardanti aspetti importanti della scuola e che attendono di essere approvati anche separatamente . La suddetta situazione esprimerebbe, però la presenza di proposte. Lo scenario peggiore è quello presentato dalla deputata Ascani che dichiara “Tra gli emendamenti presentati stamattina da governo e relatori non ce n’è nemmeno uno sulla scuola“. Se la prospettiva zero o quasi diventerà realtà, allora possiamo affermare: siamo alla frutta!