ATA, stop appalti di pulizia: metà platea di lavoratori resta fuori?

Due giorni fa la notizia dell’approvazione dell’emendamento relativo allo stop agli appalti di pulizia nelle scuole. Oggi arrivano i primi dubbi, nonostante l’evidente soddisfazione generale che ha portato il ‘sì’ in commissione Bilancio. A destare domande e preoccupazione è un comunicato di oggi, 6 dicembre, della Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti. Metà platea resterà fuori dalla stabilizzazione ATA?

Stop appalti di pulizia: il comunicato sindacale ex Lsu – Appalti storici

I sindacati di categoria ritengono sia positivo il traguardo dell’internalizzazione dei servizi di pulizia, così come sostengono un passo importante l’approvazione dell’emendamento verso il compimento del percorso che porta migliaia di lavoratori e lavoratrici a far parte del personale ATA. C’è però preoccupazione da parte di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil dal momento che “il provvedimento così come scritto non porta garanzie a tutta la platea dei lavoratori che da quasi vent’anni sono occupati negli appalti delle scuole”. Questi i punti su cui ruotano i dubbi principali dei sindacati espressi nel comunicato odierno:

  • gli ex Lsu saranno inclusi nell’internalizzazione? Di fatto questi sono entrati, negli appalti di pulizia con la legge del 23 dicembre 2000, numero 388, pur nelle more del processo avviato dalla legge 124/99. L’emendamento approvato in Bilancio prevede invece gli Appalti storici (personale occupato senza soluzione di continuità dall’entrata in vigore della legge 124/99);
  • scrematura per via della selezione che sarà fatta per titoli e colloqui: molti lavoratori non possiedono i titoli spendibili per essere assunti dalla Pubblica Amministrazione;
  • una parte di lavoratori non sono stati assunti immediatamente per risorse non sufficienti, fino a ‘Scuole belle‘. Quindi questi non hanno una data di assunzione contigua alla data di cessazione del rapporto di lavoro antecedente;
  • ultimo punto, non per importanza, riguarda l’orario di lavoro: alcuni lavoratori hanno attualmente un rapporto di lavoro che equivale a un contratto a tempo pieno della PA, dal momento che svolgono servizio per 35-36 ore settimanali. Per questi lavoratori ci saranno contratti part-time?
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Al momento restano dubbi ma si spera che presto venga fatta luce sull’emendamento approvato martedì che, senza dubbio, rappresenta una svolta storica per il mondo ATA e per le scuole.