I Ricorrenti DS 2011 chiedono al governo una soluzione rapida nella Legge di Bilancio

Sono passati più di sette anni dall’inizio dell’odissea per i Ricorrenti al Concorso per Dirigenti Scolastici 2011 (circa 1100 in tutta Italia) che non ha ancora avuto termine nonostante si aspettasse con ansia l’udienza della Consulta prevista per il 20 Novembre e che avrebbe finalmente concluso un doloroso iter che ha visto come protagonisti i Ricorrenti DS 2011.

L’udienza, infatti, non ha avuto luogo poiché il Consiglio dei Ministri, per mezzo dell’Avvocatura Generale dello Stato, ha chiesto espressamente alla Consulta di sospendere l’Udienza con la motivazione che potrebbe esserci “ conflitto di interesse per i Ricorrenti 2011 che avessero preso parte al concorso DS 2017” , palesando la volontà di modificare la vigente normativa del reclutamento dei DS ed esprimendo la seguente conclusione: “ Su impulso dell’Amministrazione, tali proposte potrebbero fondatamente trovare sbocco in un intervento legislativo nella prossima Legge di Bilancio e sarebbero rivolte a sanare le criticità che hanno dato adito all’incidente di costituzionalità oggetto di imminente discussione, anche in un’ottica di prevenzione di futuri contenziosi”. La Corte Costituzionale ha accolto l’istanza.

Dunque, tutto è stato rimandato alla Commissione di Bilancio dove l’on. Mauro D’Attis (Forza Italia) ha presentato un emendamento il 58.23 in cui si chiedeva di estendere anche ai Ricorrenti DS 2011 il D.M. 499/2015 che ha istituito corsi intensivi di 80 ore per i Ricorrenti DS 2004/2006 ma non per i colleghi ricorrenti DS 2011 nelle stesse condizioni, al fine di sanare la disparità di trattamento e chiudere tale logorante contenzioso. La Sottosegretaria della Commissione Bilancio, la dott.ssa Laura Castelli, ha invitato l’on. D’Attis a ritirare l’emendamento chiarendo che “…la procedura prevista nell’emendamento in esame prevede una selezione del personale che potrebbe essere dichiarata incostituzionale dalla Corte e quindi determinare l’insorgere di nuovo contenzioso. Per tale motivo il governo ha ritenuto di esprimere un parere contrario.”

In verità, questo è già il terzo emendamento presentato al governo dall’on. D’Attis che ha compreso appieno la situazione paradossale dei Ricorrenti DS 2011 ma ha trovato sempre un muro del Governo per cui i suoi emendamenti sono stati rigettati o resi inammissibili.

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Dunque, l’istanza di rinvio alla Corte Costituzionale si è rivelata solo una presa in giro della Corte e dei Ricorrenti DS 2011 stessi poiché il Governo non si è assunto le responsabilità dichiarate continuando con un logorante rimpallo che non sta vedendo la soluzione di un problema al quale, evidentemente, la Corte avrebbe reso giustizia

La dottoressa Castelli ha parlato di “una selezione del personale che potrebbe essere dichiarata incostituzionale dalla Corte e quindi determinare l ’insorgere di nuovo contenzioso” ma, se il Governo ha bloccato la Corte assumendosi la responsabilità di un impegno nella Legge di Bilancio, non è chiaro, allora, perché lo stesso Governo ora non voglia adempiere agli impegni presi. Siamo difronte ad un paradosso vero e proprio!

In proposito, valga premettere che la giurisprudenza costituzionale ha più volte affermato che la “regola del pubblico concorso […] non esclude forme diverse di reclutamento e di copertura dei posti purchè rispondano a criteri di ragionevolezza […] e siano comunque in armonia con le disposizioni costituzionali tali da non contraddire i principi di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione”. Questo è il caso dei commi 87-88-89-90 della L- 107/2015 a cui si riferisce la Castelli.

A questo punto, il Comitato dei Ricorrenti DS 2011 chiede al Governo di finirla con questo rimpallo ed adempiere alle Motivazioni di richiesta di rinvio dell’udienza della Corte (cioè nelle Legge di Bilancio 2018) oppure chiede che il governo lasci che la Corte si esprima il prima possibile al fine di concludere questa vicenda che, attualmente, non vede lo stesso Governo rispettoso né della Costituzione e delle Leggi Costituzionali né dei cittadini stessi (tra cui anche i Ricorrenti DS 2011) che percepiscono piuttosto un caos governativo.

Il Comitato Ricorrenti DS 2011 conclude palesando l’intenzione di una mobilitazione a Roma di tutti i 1100 Ricorrenti interessati di tutta Italia se il governo non si assumerà le responsabilità dichiarate.