I Ricorrenti DS 2011 si aspettano una soluzione politica dal Ministro Busssetti
I Ricorrenti DS 2011 si aspettano una soluzione politica dal Ministro Busssetti

Un emendamento contenuto nella Legge di Bilancio 2019 è passato alla Camera dei Deputati; contiene una misura per il superamento di situazioni di precariato a seguito del vuoto normativo. In questo caso la proposta del forzista D’Attis trova spazio nella manovra in corso di definizione la settimana prossima in Senato. Il tema a cui l’emendamento fa riferimento ha rappresentato fino ad ieri una vera e propria criticità nel mondo della scuola, a partire dal lontano 2011. In questo modo si riaprono le sperante di tanti insegnanti e per il buon andamento della scuola pubblica in generale, visto che finalmente si potranno coprire circa 2.000 posti di Dirigente Scolastico, attualmente vacanti.

Passa l’emendamento D’Attis (FI) sul Concorso riservato per i Dirigenti Scolastici ricorrenti 2011. La misura si rende necessaria per coprire i 2mila posti mancanti 

Oggi il Governo ha accolto un importante ordine del giorno, che lo impegna a risolvere la vicenda dei ricorrenti al Concorso 2011 per Dirigente Scolastico attraverso l’avvio di una procedura riservata: la raccomandazione accolta dalla Camera è dell’on. Mauro D’Attis, di Forza Italia, che ha portato in Aula la questione dell’esclusione dei tanti docenti che nel 2011 avevano partecipato al concorso per dirigente scolastico ma sono stati esclusi in modo illegittimo, collegandola alla carenza dei presidi in Italia che ha raggiunto le 2 mila unità. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’uguaglianza di trattamento non si può ledere, perché per le procedure passate la soluzione fu accordata. Anief presenterà al Senato emendamenti in merito attraverso la legge di stabilità.

L’aperura è giunta nel corso del seguito della discussione del disegno di legge A.C. 1334 sul Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021; il parlamentare forzista ha detto che la stessa Legge di Stabilità contiene “misure di superamento di situazioni di precariato e di vuoto normativo che non hanno permesso, ad oggi, di garantire l’efficienza del sistema. Una delle criticità che si ripete da molti anni scolastici e che inficia il buon andamento organizzativo delle istituzioni scolastiche è quella caratterizzata dal ricorso alle reggenze per far fronte alla carenza di dirigenti scolastici: si contano circa 2.000 sedi vacanti gestite da dirigenti scolastici costretti a dividersi tra più scuole anche molto distanti fra loro”.

“Sulla vicenda dei contenziosi in materia di concorsi per l’accesso al ruolo di dirigente scolastico – ha continuato D’Attis – è intervenuta la legge n. 107 del 2015 che, ai commi da 87 a 90, ha previsto la possibilità per alcune categorie di concorrenti delle procedure concorsuali 2004, 2006 e 2011 di partecipare a una procedura riservata da cui, operando” tuttavia “una grave disparità di trattamento”, perché “sono stati esclusi i soggetti che abbiano avuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di giudizio alla data di entrata in vigore della legge n. 107 del 2015, ovvero abbiano ancora in corso il contenzioso avverso il D.D. 499/2015 per il reclutamento dei dirigenti scolastici dove la legge non consente loro la partecipazione alla procedura di immissione nei ruoli dei dirigenti scolastici riservata che è invece prevista per i soggetti che si trovano nella medesima situazione rispetto alle procedure concorsuali 2004 e 2006”. 

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Eppure, ha continuato il parlamentare, “l’eventuale immissione delle categorie sopracitate non comporterebbe ulteriori oneri per lo Stato, ma al contrario, rispetterebbe i criteri di economicità ed efficienza delle risorse nel settore pubblico e permetterebbe di limitare che notevoli costi derivanti dai contenziosi ancora aperti gravino sul Bilancio dello Stato, 
impegna il Governo ad adottare opportune iniziative finalizzate ad avviare una nuova sessione speciale del corso intensivo di formazione per il ruolo di dirigente scolastico, di durata di 80 ore complessive con prova scritta finale”, in modo da “garantire il regolare e più efficiente funzionamento delle istituzioni scolastiche, diminuendo significativamente il numero delle reggenze”. 

Anief sostiene da diverso tempo una tesi del genere, chiedendo una soluzione per i vecchi ricorrenti del concorso per Dirigenti Scolastici 2011 che sono in attesa di una giustizia. Gli stessi che sono andati e hanno rifatto il percorso dimostrando di averne le capacità oltre le competenze, ma tutto ciò senza avere giustizia. Una giustizia che tarda a venire snerva anche i più temerari, perché i “ricorrenti del 2004” non hanno rifatto la prova né tantomeno tutta la procedura concorsuale, per non parlare di alcuni ripescati del 2011 che hanno potuto accedere al corso di formazione in piena estate.

“Il problema – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – è che l’accesso al concorso riservato dalla Buona Scuola è stato negato ai ricorrenti del 2011 privi di un provvedimento di primo grado favorevole. Ora, prima che a dirimere la questione siano le aule di giustizia, perché non interviene il Parlamento creando le premesse per indire un corso di formazione analogo a quello cui hanno partecipato i ricorrenti 2004 e 2006? In un Paese democratico, moderno e che determina le sue leggi facendo sempre riferimento alla Costituzione, negare una soluzione del genere lederebbe l’uguaglianza di trattamento”, conclude il presidente Anief.

Anief si trova pertanto in sintonia con la proposta formulata oggi dell’on. Mauro D’Attis alla Camera, per ammettere al corso-concorso riservato i ricorrenti del 2011, anche per non rischiare di compromettere l’assunzione disposta a seguito delle procedure riservate disposte dal D. M. n. 499 del 20 luglio 2015 di circa 500 nuovi dirigenti. Andando, in questo modo, ad allargare ulteriormente il già alto numero di istituti senza il proprio preside e assegnati in reggenza. Anief presenterà al Senato emendamenti in merito attraverso la legge di stabilità.