Supplenze sul Sostegno: annus horribilis al Sud
Supplenze sul Sostegno: annus horribilis al Sud

Le supplenze sul sostegno nell’a.s. 2018/2019 sono aumentate in maniera esponenziale. Il dato che sorprende maggiormente è che le stesse sono in netto aumento anche al sud, dove per opinione comune in queste regioni (Sicilia e Calabria) le graduatorie sono state da sempre sature e inamovibili.

Clamoroso exploit delle supplenze sul Sostegno nelle regioni del sud

Come messo in evidenza da molti sindacati di categoria e confermato anche dalla maggior parte delle fonti giornalistiche nazionali, l’anno scolastico in corso si sta confermato come un vero e proprio annus horribilis per quanto concerne le supplenze su posti di sostegno.

Il problema maggiore è rappresentato proprio dall’anomalia che si evidenza nella mancanza di insegnanti con un duplice ‘deficit’ a cui spetta il gravoso compito da svolgere: la mancanza di abilitazione e del titolo di specializzazione.

Questo sbalorditivo dato purtroppo è sotto gli occhi di tutti; sorprende ancor di più che la maggior parte delle supplenze sono state conferite e continuano ad esserlo anche nelle Province meridionali, dove notoriamente le Graduatorie sono da tempo oramai sature le supplenze congelate.

I dati pubblicati in questi giorni da parte di qualche autorevole sindacato scolastico hanno messo in luce una situazione davvero raccapricciante: dopo poco meno di tre mesi dall’inizio delle attività didattiche molti posti di sostegno vacanti sono stati assegnati al personale precario non abilitato e senza titolo di specializzazione. Questo vale per i docenti, ma il numero dei supplenti è cresciuto anche per il personale ATA. Da quello che si apprende complessivamente il totale del personale precario ha superato lo sbalorditivo numero di 3.200 unità.

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Presto una soluzione per far rientrare nelle loro province del sud i docenti di ruolo e specializzati sul sostegno.

Intanto molti insegnanti di sostegno storici (quelli per intenderci, assunti in ruolo con la fase B della Legge 107/15) sono ancora ‘bloccati’ nelle rispettive regioni di esodo. Questi sono costretti ogni anno a richiedere l’assegnazione provvisoria in quanto gli viene preclusa (senza nessuna spiegazione plausibile) la possibilità di rientrare nella loro provincia di residenza attraverso la normale domanda di trasferimento. Peccato poi scoprire che durante i primi mesi dell’anno molti di quei posti loro preclusi sono scoperti tanto da essere messi a disposizione per gli insegnanti non abilitati e senza il titolo di specializzazione.

Ma allora ci si chiede come mai sia possibile questa paradossale situazione? Non sarebbe stato forse meglio trasferire già a Luglio i docenti di ruolo e specializzati sul sostegno che attualmente sono in attesa del loro rientro nelle provincie di residenza?