Ddl semplificazione: revisione organi collegiali
Ddl semplificazione: revisione organi collegiali

Nella bozza del ddl semplificazione, l’articolo su scuola, università e ricerca prevede «la razionalizzazione, eventualmente anche attraverso fusione o soppressione, di enti, agenzie, organismi comunque denominati, ivi compresi quelli preposti alla valutazione di scuola e università, ovvero attraverso alla trasformazione degli stessi in ufficio dello Stato o di altra amministrazione pubblica, salvo la necessità di preservarne l’autonomia, ovvero ancora liquidazione di quelli non più funzionali all’assolvimento dei compiti e delle funzioni cui sono preposti». Nel mirino Invalsi, Anvur e Indire. La soluzione finale ovviamente è ancora aperta; bisognerà vedere cosa assegnerà il Ministro Bussetti sul fronte della valutazione. Non è escluso il mantenimento degli organismi così come sono oggi configurati oppure la fusione o la confluenza in una direzione ad hoc del ministero di Invalsi e Anvur.

Obiettivi del ddl semplificazione

Altri obiettivi di semplificazione: la riduzione del numero dei componenti degli organi collegiali ministeriali nonché la razionalizzazione dei poteri di vigilanza sempre del Miur.

Prevista anche la revisione degli organi collegiali della scuola: «fermo restando il principio di autonomia scolastica si prevede la revisione degli organi scolastici in modo da definirne competenze e responsabilità, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni e ridefinendone ruolo, competenze e responsabilità dei dirigenti scolastici».

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Inoltre, le cessazione dal servizio, progressioni e ricostruzioni di carriera, trattamento di fine rapporto di tutto il personale della scuola dovranno essere ricollocati presso altre amministrazioni. Tale revisione ha l’obiettivo di sgravare le scuole da oneri estranei alla funzione della singola istituzione scolastica. Tra gli obiettivi della semplificazione anche la razionalizzazione degli ordinamenti scolastici. Infine, il riordino della promozione dell’attività sportiva in ogni ciclo dell’istruzione, annunciato sin dall’insediamento dal ministro Marco Bussetti (che già ha confermato l’aumento degli stipendi nella Legge di Bilancio 2019).