Mercoledì 12 dicembre 2018 plenaria bis atto II. Le decisioni dei giudici del Consiglio di Stato sono molto attese tra i diplomati magistrali. Molti di loro non posseggono i requisiti per partecipare al prossimo concorso straordinario. Comprensibile pertanto il grande interesse mostrato verso il nuovo pronunciamento.

Nell’immediata vigilia della nuova discussione in adunanza plenaria, relativamente alla questione del diritto alle Gae dei diplomati magistrali, l’ avvocato Walter Miceli di ANIEF prova a fare chiarezza sulla questione delle conseguenze che avranno le decisioni dei giudici di Palazzo Spada.

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I tempi della decisione

Domani sapremo cosa diranno i membri del collegio giudicante in merito alla riproposizione della questione. Ad ogni modo occorrerà attendere un paio di giorni per conoscere l’esito. Va subito precisato che siamo soltanto nella fase cautelare del giudizio. La decisione finale verrà rimessa alla discussione in fase di merito che dovrà essere calendarizzata dal CdS. Memori di quanto avvenne con il primo ricorso che terminò lo scorso 20 dicembre 2017, è possibile dire che servirà almeno un anno di tempo.

Chi riguarderà

Gli effetti della decisione non ricadranno indistintamente su tutti i diplomati magistrali. Nell’intervista rilasciata a Orizzonte Scuola viene precisato che la sentenza riguarderà soltanto gli insegnanti che hanno impugnato i decreti di aggiornamento delle GaE e le relative graduatorie. Vanno dunque esclusi tutti quelli che non hanno mai fatto un ricorso al TAR.

Su quali ricorsi influisce

Ciò che verrà deciso in sede di nuova adunanza plenaria influirà soltanto sui procedimenti ancora pendenti. Molti diplomati magistrali beneficiano ancora degli effetti positivi delle cautelari che hanno consentito loro di stipulare contratti da Gae e in qualche caso di ottenere il ruolo, seppur con la riserva. Sono esclusi pertanto tutti i ricorsi che hanno avuto sentenze passate in giudicato. Chi è dentro resta dentro. Chi ha avuto sentenza di merito negativo rimane fuori dalle Gae.