Nuove assunzioni da graduatorie
Nuove assunzioni da graduatorie

Nuovo comunicato, che vede come protagonisti i docenti italiani, da parte del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani nella persona del professor Romano Pesavento. Tra gli argomenti toccati in questo documento vi è l’ipotesi di contratto per il rinnovo del comparto dirigenti che si è concluso facendo registrare un incremento pari a 540 euro al mese e non solo.

Non manca poi un discorso su coloro che sono stati costretti a ad abbandonare la propria abitazione per trasferirsi altrove. Un lavoro sempre più difficoltoso quella dell’insegnante, a causa dei costi e delle responsabilità che sempre più attanagliano tale ruolo professionale.

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Docenti: una categoria sull’orlo della crisi

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, visti gli aumenti considerevoli previsti dall’ipotesi di contratto per il rinnovo del comparto dirigenti, conclusosi nella notte del giorno 13 dicembre, e che fanno registrare un incremento pari a 540 euro al mese con una retribuzione fissa che passa da 3.556,68 euro a 12.565,11 a partire dal 31 dicembre 2018, chiede che vengano adeguati anche gli stipendi dei docenti, in considerazione del fatto che, come si apprende dalle tabelle di riferimento, un docente di scuola superiore al massimo della carriera percepisce meno di 2 mila euro netti al mese (1.960 euro), all’inizio, invece, 1350 euro; mentre un docente di scuola media all’inizio di carriera prende 1.350 euro, poi alla fine ne prende 1.895.

Per quanto riguarda, invece, un insegnante della scuola dell’infanzia, all’inizio della carriera prende 1.262 euro, successivamente alla fine della carriere non va oltre ai 1.759 euro. Si ritiene fondamentale che si adeguino al più presto anche gli stipendi degli insegnanti agli standard europei per evitare forme di malcontento diffuso.

In particolare occorre pensare a forme di integrazione per coloro i quali svolgono la loro attività fuori dalla regione di residenza.

Per quest’ultima categoria occorre segnalare che le condizioni economiche in cui versa chi è stato costretto ad abbandonare la propria abitazione di residenza per trasferirsi in una nuova città sono assai precarie; molti docenti devono sobbarcarsi le spese di due contesti differenti: la propria famiglia e quelle relative alla nuova sede.

Gli insegnanti in questione, spesso in là con gli anni, hanno difficoltà logistiche a cambiare definitivamente la propria residenza (mutui precedenti nella propria città di provenienza; vincoli familiari di vario genere; costi elevati per l’acquisto o l’affitto di immobili).

Il disagio degli educatori è molto forte visto l’aumento delle responsabilità e dei costi per intraprendere questa professione. Il prestigio sociale e l’autorevolezza di un ruolo (quello del docente) passa anche attraverso il riconoscimento economico delle proprie prerogative.

Molti deputati provengono dal mondo dell’insegnamento e ne conoscono le difficoltà; ci auguriamo che tale consapevolezza delle dinamiche connesse all’esercizio dell’insegnamento diventi sostanza / propellente per attuare un concreto miglioramento per la qualità della vita di tutti i docenti.

prof. Romano Pesavento

Presidente Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani