Scuola, concorsi e reclutamento docenti ultime notizie: Bussetti parla di 'valorizzare l'esperienza'
Scuola, concorsi e reclutamento docenti ultime notizie: Bussetti parla di 'valorizzare l'esperienza'
Una clamorosa smentita da parte del Ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti a proposito dei compiti da assegnare agli alunni durante le vacanze. Evidentemente, dopo la levata di scudi del mondo della scuola, con in testa gli insegnanti, contro le dichiarazioni nei giorni scorsi del primo inquilino del dicastero di Viale Trastevere, lo stesso Bussetti smentisce se stesso e quelle dichiarazioni:

Bussetti: “mai detto di non dare compiti, ma solo di riflettere sulla quantità

Secondo il ministro leghista, gli insegnanti dunque dovrebbero riflettere sulla qualità del loro insegnamento e sulla quantità di compiti da assegnare ai loro alunni per le vacanze in procinto di iniziare. Queste precisazioni giungono improvvisamente durante la sua presenza in qualità di ospite illustre alla trasmissione radiofonica su Rario1 “Zapping”.

Ecco cosa precisa il ministro Bussetti a tal proposito: “Ho chiesto al corpo docente di riflettere sul carico dei compiti delle vacanze, in modo da permettere ai ragazzi di svolgere altri tipi di attività: stare con le famiglie, leggere un libro, fare una passeggiata. Non ho mai detto di non dare i compiti delle vacanze”.

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Nei giorni scorsi la richiesta a cui si riferisce lo stesso Bussetti ha fatto indignare molti insegnanti, i quali hanno inveito contro il ministro per la scomposta intromissione nei loro confronti e per ciò che attiene più in generale all’autonomia dell’insegnamento”. Un fatto grave oltre che irrispettoso nei confronti di tutti i professionisti della formazione. Una vera e propria ingerenza fuori luogo da parte di chi rappresenta tutto il mondo che gravita intorno al sistema scuola.

Purtroppo, come un ‘dejavu’, le dichiarazioni di Bussetti su questo argomento hanno finto per rievocare, nei contenuti e nella sostanza, quelle stesse opinioni e dichiarazioni pronunciate da alcuni suoi illustri predecessori al Miur, nonostante ci si vanti con fierezza di appartenere al ‘Governo del cambiamento’.