Scuola, permessi per motivi personali e familiari: quali sono e come vanno gestiti
Scuola, permessi per motivi personali e familiari: quali sono e come vanno gestiti

I permessi per motivi personali e familiari dei docenti di ruolo e precari sono previsti dal CCNL 2007, e confermati dal CCNL 2016/18. La normativa prevede che il personale docente abbia diritto a 3 giorni di permesso per motivi personali e familiari, con una piccola distinzione tra chi è di ruolo e chi è precario.

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Permessi per motivi personali e familiari docenti di ruolo

I docenti a tempo indeterminato, a proposito dei permessi per motivi personali e familiari, devono sapere che sono un diritto a domanda, che richiede una motivazione documentata (anche con autocertificazione) personale o familiare, che rappresenta il presupposto giustificativo del permesso. Bisogna, inoltre, sapere che:

  • i motivi addotti devono essere individuati dal docente e non sono soggetti alla valutazione del DS, che deve limitarsi a controllare la correttezza dell’istanza;
  • i tre giorni di permesso non sono correlati al servizio prestato e possono essere riconosciuti indipendentemente dalla prestazione lavorativa
  • sono retribuiti;
  • non riducono le ferie e sono valutati agli effetti dell’anzianità di servizio.

Permessi per docenti precari

Sui giorni di permesso per motivi personali e familiari per i docenti a tempo determinato, è necessario sapere che è possibile la fruizione dei giorni di permesso nell’anno scolastico, se esitono necessità per farne richiesta. Ma sono attribuiti permessi non retribuiti, fino ad un massimo di sei giorni documentati, anche con autocertificazione. Su questi bisogna sapere che:

  • non sono retribuiti;
  • interrompono l’anzianità di servizio;
  • per la documentazione e la valutazione del dirigente vale quanto stabilito per gli altri permessi.