Trasferimento su altra tipologia di posto e continuità
Trasferimento su altra tipologia di posto e continuità

Dopo l’incontro del 13 dicembre, il 20 e 21 dicembre sono riprese le trattative tra le sigle sindacali e il MIUR al fine di sottoscrivere il contratto collettivo nazionale integrativo CCNI 2019/22. Tra i punti focali la mobilità 2019/2020.

E finalmente oggi 21 dicembre si è raggiunto l’accordo sull’intero articolato del CCNI mobilità 2019/2020 voluto dalle sigle sindacali. Il contratto collettivo nazionale integrativo avrà una durata triennale e non più annuale con possibilità di riapertura solo in caso di necessità. Un altro duro colpo alla legge 107 che man mano si sta smantellando.

Novità della mobilità 2019/2020

Ci sarà il ripristino delle fasi tradizionali: comunale, provinciale e interprovinciale. Nel prossimo biennio saranno favoriti i trasferimenti interprovinciali destinando l’80% dei posti disponibili dopo la fase provinciale nel 2019/2020, il 60% nel 2020/2021 ed il 50% nel 2021/2022.

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Tra le novità introdotte:
– la mobilità sarà triennale;
– disponibilità per la mobilità passerà dal 40% al 50% dei posti vacanti dell’organico di diritto. Il rimanente 50% è accantonato per le immissioni in ruolo;
– il personale docente potrà partecipare annualmente ai movimenti (trasferimenti e passaggi di ruolo/cattedra) tranne i docenti che otterranno la mobilità su una delle scuola richieste a domanda (vedi punto seguente);
– i docenti, che otterranno il trasferimento nelle scuole richieste, non potranno chiedere nuovamente il trasferimento/passaggio prima di tre anni dalla precedente istanza;
– le fasi avverranno in contemporanea e con questa procedura sarà possibile il recupero dei posti che man mano si rendono disponibili; quindi un’unica data di pubblicazione degli esiti per garantire la massima ottimizzazione dei posti a disposizione;
– ai docenti che verranno assunti il 1° settembre 2019 (quindi coloro che nel corrente anno scolastico sono al terzo anno del percorso FIT) sarà attribuita la titolarità, al termine delle operazioni di mobilità, sulla scuola di attuale incarico. Dunque anche questi docenti potranno partecipare alla mobilità relativamente all’a.s. 2020/2021;
– prevista una fase transitoria per i licei musicali in modo da favorire il passaggio di ruolo/cattedra dei docenti già in utilizzazione sugli insegnamenti specifici.

I docenti, che chiederanno trasferimento e/o passaggio di ruolo/cattedra, potranno indicare nel modulo domanda, senza alcun vincolo, preferenza su scuola, comune, distretto e provincia. Si può scegliere fino a 15 scuole.

Nel prossimo biennio saranno favoriti i trasferimenti interprovinciali rispetto alla mobilità professionale: sull’aliquota spettante, ai trasferimenti da fuori provincia saranno destinati l’80% dei posti disponibili dopo la fase provinciale nel 2019/2020, il 60% nel 2020/2021 ed il 50% nel 2021/2022

Titolarità su scuola

Un’altra vittoria: titolarità su ambito cancellata come anche la chiamata diretta dei dirigenti scolastici. Altro duro colpo per la Buona Scuola.
La legge di bilancio 2019, al momento al vaglio del Senato, stabilisce che tutti i docenti che ottengono la mobilità saranno titolari su scuola. La titolarità su scuola sarà quindi prevista  anche nel CCNI. Nei precedenti incontri tra MIUR e sindacati si è raggiunto l’accordo che prima dei movimenti tutti i docenti dovranno avere la titolarità su scuola.

Pertanto dal  1° settembre 2019 tutti i docenti avranno una titolarità su istituzione scolastica, compresi gli incaricati triennali da ambito. A tal riguardo molto si è già discusso e nei mesi scorsi  sono state presentate due proposte di legge al riguardo: abolizione ambiti da parte della Senatrice Granato (M5S) e abolizione della titolarità su ambiti da parte del Senatore Pittoni (Lega). Le due proposte sono state oggetto del DDL S.763 (modifiche alla legge 107 in materia di ambiti territoriali e chiamata diretta dei docenti).

Lo scopo delle due proposte è porre fine agli errori dei precedenti governi, in ultimo la legge 107, che hanno creato un sistema di reclutamento docenti inaccettabile e oneroso. Si vuole cercare di far sì che i docenti possano lavorare non lontano dalla propria residenza e che abbiano finalmente una stabilità.

Finalmente superata la Legge 107

L’età media dei docenti è 40 anni pertanto persone con famiglie e non è pensabile destinarli a coprire cattedre a centinaia di chilometri di distanza come è successo con l’algoritmo voluto dalla Legge 107. Con la conquista delle sigle sindacali sono state ripristinate le modalità per la mobilità precedenti per cui l’algoritmo è stato superato. Saranno soddisfatti tutti i docenti che a causa della legge 107 stanno attendendo di ricongiungersi ai loro familiari.

Si è finalmente riuscito a ristabilire un percorso per i docenti stravolto nell’ultimo triennio? Sembra proprio di si anche se rimangono irrisolte ancora alcune questioni tra cui la mobilità del personale ATA ex co.co.co., del personale delle scuole italiane all’estero e la titolarizzazione degli insegnanti di religione. Ma su questi temi le sigle sindacali continueranno a battersi.