Marco Bussetti, responsabile del Miur, è entrato nella fase 2 del suo Ministero. Abbandonato ogni disegno riformistico anche parziale (= la strategia del cacciavite), il Ministro ha avviato la fase delle note e delle parole inconcludenti su tematiche secondarie. La strategia è finalizzata a distrarre e a distogliere lo sguardo dai veri problemi.

Marco Bussetti, i primi mesi  

La nomina di Marco Bussetti a massimo responsabile del Miur, aveva suscitato un certo interesse. Non poteva essere diversamente. Dopo  i ministri Profumo e Carrozza, Giannini e Fedeli, si attendeva un #cambioverso.

Il contratto di governo faceva ben sperare. Si prospettava l’abolizione delle classi pollaio (Riforma Gelmini) e il superamento della L.107/15.

telegram-scuolainforma-336x280

E invece cosa è successo? Gradualmente il Ministro Bussetti ha elaborato un suo programma, diverso da quello contenuto nel contratto. Lo ha subito dichiarato nelle sue linee programmatiche (11 luglio 2018). “…non vi è l’intenzione di stravolgere la riforma della cosiddetta “Buona Scuola”…quello che propongo è un riallineamento complessivo che ottimizzi un impianto normativo ormai operativo da qualche anno.” A questo aggiungo il disimpegno ad abolire le classi pollaio.

L’abbandono del riformismo da parte del Ministro

 Quindi nessuna riforma! Azzeramento di ogni prospettiva che sporge verso il futuro. Ci si accontenta di fare una convergenza al sistema-scuola o come afferma il Ministro “un riallineamento”. La posizione del Ministro nasconde (non troppo) la convinzione che la Riforma Gelmini (2008-09) e quella della “Buona Scuola” (2015) sono  dei buoni provvedimenti per il sistema-scuola. Per conseguire il risultato è sufficiente fare una “messa a punto”, “stringere, allentare qualche vite”. L’approccio non è nuovo! Fu inaugurato dal Ministro Fioroni (“la strategia del cacciavite”) che si limitò sostanzialmente a gestire  la Riforma Moratti (2003). Stesso approccio fu adottato dai Ministri Profumo e Carrozza nei confronti della Riforma Gelmini (2008-09).

Potrebbe interessarti:  Scuola, Bussetti si difende dalle accuse sullo sciopero: 'Chi cerca polemica sbaglia bersaglio'

Siamo entrati nella fase 2 delle parole e note ministeriali

Ora il Ministro sembra aver avviato una nuova fase, costituita da dichiarazioni e da note ministeriali con pochissine ricadute sulla prassi didattica. E’ una strategia ben collaudata! Serve a distrarre a distogliere lo sguardo dai problemi reali della scuola che non potranno esser risolti nel prossimo futuro. Scrive N. Chomsky: “L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.”

Un esempio di questa strategia è la vicenda dei compiti da assegnare per le vacanze di Natale. Il tutto è stato presentato come “il problema” del sistema scolastico. Conclusione la vicenda si è  conclusa a “vino e tarallucci” con una “lettera di auguri“, che ha sostituito l’annunciata circolare. Pubblicata fuori tempo massimo per essere applicata!

Dobbiamo attenderci la ripetizione di questo canovaccio per nascondere la realtà di una scuola ferma ai box. Il carburante per farla ripartire, purtroppo è destinato a sostenere la fattibilità dei provvedimenti-spot: il Reddito di cittadinanza e la Riforma della legge Fornero. Pessima prospettiva per la scuola e quindi per il futuro del nostro Paese!