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Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Marco Bussetti ha fornito nell’Atto di indirizzo 2019, pubblicato il 22 dicembre sul sito del MIUR, le 11 priorità politiche.
Il reclutamento docenti e di conseguenza il loro futuro, fa parte di queste 11 priorità?

Le 11 priorità del Ministro Bussetti

  • Priorità politica 1: Edilizia scolastica;
  • Priorità politica 2: Inclusione scolastica e contrasto alla dispersione scolastica;
  • Priorità politica 3: Ampliamento dei percorsi formativi ITS e ridefinizione dell’alternanza scuola-lavoro;
  • Priorità politica 4: Revisione e miglioramento del sistema di reclutamento e formazione del personale della scuola di ogni ordine e grado;
  • Priorità politica 5: Attività sportive scolastiche;
  • Priorità politica 6: Politiche per garantire e accrescere il diritto allo studio;
  • Priorità politica 7: Valorizzazione della formazione superiore e della ricerca, con particolare riferimento al capitale umano;
  • Priorità politica 8: Internazionalizzazione della formazione superiore e della ricerca;
  • Priorità politica 9: Valorizzazione del sistema di valutazione nazionale: studenti, scuole, docenti, dirigenti scolastici;
  • Priorità politica 10: Prevenzione della corruzione e trasparenza;
  • Priorità politica 11: Attuazione delle politiche di coesione e dei programmi comunitari nel settore istruzione.

Il dettaglio della Priorità politica 4

La priorità politica 4 tratta dei docenti: docenti giovani, dinamici e sempre aggiornati. Il nuovo sistema di reclutamento deve superare i pessimi meccanismi degli ultimi anni che hanno portato a un precariato perenne. Il Ministro Bussetti però pensa troppo al nuovo reclutamento dimenticando che in tutti questi anni sono già stati formati oltre 100 mila docenti per rispondere alle stesse esigenze di un nuovo reclutamento.
Va benissimo pensare ad un iter per i futuri docenti (modello corso-concorso) che porti i vincitori ad essere assunti alla fine delle prove e formarsi in servizio. Ma sarebbe più opportuno pensare prima ai precari.
Che fine faranno? Il sistema dei concorsi ne potrà stabilizzare solo una piccola parte, e tutti i rimanenti?

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Le priorità dimenticate

Nelle priorità inoltre non si fa alcun riferimento:
• agli incrementi stipendiali, dando quindi per definitivi quelli previsti dalla legge di bilancio, pari a 40 euro lordi in tre anni;
• ai posti in deroga su sostegno;
• alla conferma dei diplomati magistrale in ruolo;
• alle classi pollaio che portano solo a negatività per gli studenti.

Chissà se il Ministro se ne ricorderà…