Nel nuovo anno che sta per iniziare vedremo l’esordio del nuovo sistema di reclutamento dei docenti precari di scuola secondaria. Le veementi critiche rivolte dagli interessati hanno contribuito a cambiare il decreto legislativo 59/2017 voluto dal precedente esecutivo.

Esaminiamo di seguito quali sono i principali punti attraverso i quali si snoderà il rinnovato sistema di reclutamento.

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Le modifiche

L’anno nuovo porterà le seguenti modifiche all’ormai ex percorso FIT istituite con la Legge di Bilancio:

  • i docenti abilitati saranno immessi direttamente in ruolo (con contratto a tempo indeterminato) e non al terzo anno fit (contratto annuale di supplenza) –
  • l’anno di formazione e prova sarà ripetibile se non si passa, mentre il 3° anno fit non lo era, circostanza che recava con se il rischio di ricevere una valutazione negativa nel caso in cui si fosse capitati con un tutor in stato di burn out strisciante –
  • i docenti che lo concluderanno positivamente acquisiranno la titolarità su scuola (aboliti gli ambiti e la così detta “chiamata diretta”) –
  • nelle scuola di titolarità, oltre al periodo di prova dovranno restare per almeno altri quattro anni (prima era altri 3, nell’ambito).

In tutto, quindi, almeno 5 anni senza poter nemmeno chiedere la mobilità. Un terno al lotto in regioni molto estese come, ad esempio, la Lombardia e il Veneto .

Non c’è stato nessun aumento delle percentuali di assunzione riservate ai docenti abilitati.

Restano le stesse percentuali decrescenti, mentre inizieranno nuovi concorsi con valore abilitante per tutti gli idonei (senza pas né tfa). Ai vincitori dei nuovi concorsi che detengono un servizio di almeno 36 mesi, viene riservata una quota percentuale di posti del 10%.

Le criticità da risolvere

A ben vedere sono molte le questioni ancora sul tavolo da affrontare. Non convince in particolare l’abolizione del percorso di formazione e il mantenimento della selettività riservato ai docenti non abilitati con 36 mesi di servizio. Anche il vincolo quinquennale di permanenza resta fortemente in discussione per l’eccessiva ampiezza temporale.