Scuola, caso impronte digitali presidi: social spaccati, si teme il 'tutti contro tutti'
Scuola, caso impronte digitali presidi: social spaccati, si teme il 'tutti contro tutti'

La manovra finanziaria approvata dalla Camera include tagli importanti nel comparto scuola, come sottolineato da una nota pubblicata dal sindacato Anief. I tagli sull’istruzione pubblica riguarderanno soprattutto gli anni 2020 e 2021, dopo gli aumenti di risorse previsti per il 2018 e 2019.

In particolare, la scuola “avrà investimenti ridotti da 48.3 a 44.4 nel giro di tre anni: meno per l’istruzione primaria (da 29.4 a 27.1), meno per la secondaria (da 15.3 a 14.1 miliardi)”.

Taglio di un miliardo per mancata copertura degli stipendi dei 40mila supplenti di sostegno nel 2020 e 2021

Nella tabella del Miur allegata al bilancio, il risparmio di spesa sarà concentrato sul personale destinato al sostegno: infatti, nel primo ciclo, i 3.489 milioni del 2019 si riducono ai 3.079 del 2020, per arrivare ai 2.457 del 2021. Anche nel secondo ciclo la musica non cambia, visto che la spesa prevista scenderà dai 1.454 milioni del 2019 a 1.317 del 2020 e a 1.108 nel 2021.

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Anief sottolinea come ‘le riduzioni d’investimenti previsti dalla Legge di bilancio 2019 produrranno importanti effetti negativi sul fronte del sostegno scolastico agli alunni disabili dal 2020 che certamente moltiplicheranno i ricorsi ai giudici per mancanza di docenti e di ore di sostegno, così come previste dalle équipes medico- specialistiche’.

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Eppure diversi esponenti della maggioranza gialloverde avevano parlato di trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto. Come si evince dalla tabella 7 allegata alla Legge di stabilità, – si legge nella nota Anief – se per il 2019 sono iscritte le risorse per pagare i 40 mila insegnanti in deroga, queste risorse scompaiono per i due anni successivi. E intanto un alunno su quattro con handicap certificato dovrà ritrovarsi un nuovo insegnante sempre precario, perché il problema della continuità didattica non si risolve assegnando un docente per tutto il ciclo di studi o bloccando i trasferimenti, ma assumendo nei ruoli quelli che servono, l’attuale 30% chiamato ogni anno al termine delle attività didattiche per esigenze di cassa.’