Primo accoglimento del Tar Lazio in favore dei diplomati magistrali ammessi al concorso straordinario infanzia e primaria. Il 2019 si apre all’insegna del principio di equità tra docenti delle scuole paritarie e docenti delle scuole statali.

L’ordinanza cautelare n. 7916/2018 – RG 13249/2018, rilasciata dal Tribunale Amministrativo per il Lazio dietro un ricorso presentato dai legali Santonicola, Esposito e Salerno, ammette al concorso straordinario infanzia e primaria i diplomati magistrali ante 2001/2002 che hanno lavorato alla scuole paritarie.

L’impugnazione

Quanto decretato dai giudici amministrativi, suffraga la tesi di coloro che ritengono irragionevole e discriminatorio escludere dalla procedura concorsuale i docenti che negli ultimi 8 anni non hanno maturato almeno 2 anni di servizio nella scuola statale. Nel ricorso patrocinato dagli avvocati Santonicola, Esposito e Salerno veniva chiesto ai giudici del Tar l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, a)- del Decreto Ministeriale del 17 ottobre 2018 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 250 del 26.10.2018. Questo perché veniva preclusa di fatto la partecipazione a coloro che, avendo svolto due annualità di servizio (nel corso degli ultimi otto anni scolastici) presso le istituzioni scolastiche paritarie – che unitamente alle scuole statali sono parte integrante del sistema nazionale di istruzione – si si sono visti negare la possibilità di sostenere una prova orale non selettiva funzionale alle immissioni in ruolo.

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L’accoglimento

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Nell’ ordinanza cautelare rilasciata dal Tar Lazio ci sono i motivi dell’accoglimento del ricorso. ‘Rilevato che, a un primo sommario esame, i provvedimenti impugnati, nella parte in cui escludono e considerano non valutabile il servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie, sembrano porsi in contrasto il principio di parità di trattamento (tra le due categorie di istituzioni scolastiche) stabilito dalla legislazione statale ( l. n. 62 del 2000, l. n. 107 del 2015; si richiamano Cons. Stato n. 851/2017 e 4845/2017 nella pur diversa tematica della mobilità scolastica).’

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