Bonus 80 euro
Bonus 80 euro

Nelle ultime settimane molto si è discusso sul futuro del bonus di 80 euro introdotto in busta paga da Renzi con la legge di stabilità 2015. Resterà in busta paga o verrà annullato diventando una detrazione fiscale?

Nel testo della Legge di Bilancio 2019, approvata il 30 dicembre 2018, non si trova nulla in merito alla sua cancellazione. Il bonus rimane in busta paga per tutte le 12 le mensilità per un totale annuo di 960 euro. Il Ministro dell’Economia Giovanni Tria ha smentito quindi la sua cancellazione.

Vediamo ora a chi spetta il bonus di 80 euro e chi invece dovrà restituirlo nel 2019.

A chi spetta il bonus di 80 euro

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Ricordiamo che i beneficiari del bonus sono i lavoratori dipendenti sia pubblici che privati con un reddito compreso tra 8.174,00 euro e 24.600,00 euro, con una rimodulazione fino a 26.600,00 euro ed annullato completamente al superamento di tale soglia. Il limite massimo è stato alzato da 26.000,00 euro a 26.600,00 euro dalla Legge di Bilancio 2018. Il Bonus Renzi di 80 euro, introdotto dal D.L. 66/2014, è un credito Irpef riconosciuto dal datore di lavoro al lavoratore dipendente direttamente in busta paga e senza il bisogno di presentare alcuna domanda

Chi lo dovrà restituire nel 2019?

Se si percepiscono redditi inferiore agli 8.174,00 euro o un reddito superiore al limite della soglia massima di 26.600,00 euro, il bonus di 80 euro va sicuramente restituito.
Infatti i casi più comuni di restituzione del bonus di 80 euro riguardano il mancato rispetto dei limiti minimo e massimo di reddito annuale.

Per evitare brutte sorprese e non rischiare la restituzione del bonus 80 euro di Renzi, si deve comunicare al datore di lavoro la rinuncia dell’accredito in busta paga e se dovesse poi spettare in seguito, ottenerne il conguaglio in busta paga.