Il progetto ‘gender’, che tanto ha fatto discutere le famiglie ai tempi del governo Renzi, torna al centro dell’attenzione dell’attuale esecutivo. Nella rassegna stampa di Italia Oggi spicca un articolo a firma di Filippo Merli in cui viene descritto un intervento della Lega di Trento.

Il riferimento è ad un libro intitolato ‘Extraterrestre alla pari‘ distribuito tra i banchi di una scuola elementare. All’interno è raccontata la storia di un piccolo extraterrestre che non è né bambino, né bambina, perché scopre il proprio sesso solo dopo i 20 anni. Si tratta di uno stop al progetto ‘gender’ in attesa di ulteriori approfondimenti.

Lo stop

Nella Provincia autonoma di Trento guidata dall’ex sottosegretario alla Salute in quota Lega, Maurizio Fugatti, erano stati programmati dei corsi sulla formazione della teoria gender nelle scuole. Le lezioni erano state programmate anche per il 2019 in 24 istituti trentini, ma l’assessore Segnana, in accordo con Mirko Bisesti e Achille Spinelli, rispettivamente responsabili di Istruzione e Lavoro, ha deciso di bloccare tutto.

Le motivazioni

«Si ritiene necessario verificare la piena coerenza dei contenuti educativi dei percorsi con le aspettative delle famiglie rispetto ai valori che la giunta provinciale intende perseguire e agli indirizzi conseguenti», si legge nella circolare inviata dall’amministrazione di Trento alle scuole. Un approfondimento è necessario per capire che cosa preveda realmente questo percorso sul genere», ha spiegato Segnana. «Non può vertere sulla necessità di non educare i bimbi alla differenza tra maschi e femmine. Riteniamo invece importante che si insegni il rispetto per contrastare la violenza, alla luce del fatto che spesso le cronache riferiscono di femminicidi».

Differenze di vedute

Il passato governo ha sempre contestato che fosse in atto un progetto ‘gender’ (definito inesistente). La vecchia educazione, con rigidi schemi comportamentali, portava al sorgere di discriminazione tra i sessi, precludendo a Uomini e Donne le stesse opportunità. Si tratta di una vision non condivisa dalla Lega che, come evidenziato nell’articolo di Italia Oggi con le dichiarazioni rilasciate dall’assessore alle Pari opportunità, Stefania Segnana, necessita di un approfondimento circa la validità di questo genere di percorso formativo – educativo rivolto ai bambini.

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