Rapporto Istat 2018, l'inclusione scolastica in entrata fa acqua
Rapporto Istat 2018, l'inclusione scolastica in entrata fa acqua

Rapporto Istat 2018 e inclusione. L’istituto di statistica ci restituisce una scuola lontana dal dettato costituzionale  e quindi ancora esclusiva. Una scuola dove le opportunità di partenza non sono uguali per tutti. Nonostante i tanti proclami e le belle parole proposte nei convegni e corsi di aggiornamento.

Rapporto Istat 2018, una fotografia impietosa di un sistema formativo ancora esclusivo

Rapporto Istat 2018 e inclusione scolastica, il risultato è il seguente: il Paese ne esce male! L’ultimo Rapporto è impietoso, ma reale. Nonostante la normativa-madre che risale al 1971 (Legge 118), confermata dal DPR 384/1978 e da ultimo dalla legge 104/92 che impone il rilascio delle concessioni edilizie  al rispetto dei criteri di accessibilità, la situazione degli edifici scolastici è fortemente critica. Si legge, infatti nel Rapporto: “In Italia le scuole del primo ciclo sono circa 26 mila; tra queste, soltanto il 34 per cento risulta accessibile dal punto di vista delle barriere architettoniche fisiche,41 con percentuali che vanno da circa il 40 per cento nelle scuole del Nord al 26 per cento nel Mezzogiorno… In circa la metà dei casi la carenza di accessibilità è dovuta alla mancanza di un ascensore a norma, del servoscala o della rampa. Meno frequenti sono le scuole che dichiarano l’assenza di servizi igienici o di scale o porte a norma per le persone con disabilità…Il problema dell’accessibilità si accentua se si considera la presenza di barriere sensoriali. In Italia solo un quinto delle scuole del primo ciclo dichiara di possedere facilitatori senso-percettivi volti a favorire, all’interno della scuola, la mobilità di alunni con disabilità sensoriale.” 

Una scuola lontana dalla Costituzione

Queste situazioni non sono marginali. Tutto è educazione, contribuendo a formare nei bambini diversamente abili e consapevoli schemi mentali rappresentativi della cura che la società attua nei loro confronti. Scrive H. Giniott “I bambini sono come cemento fresco. Qualunque cosa passi su di loro lascia un’impronta.”

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Lo scarso adeguamento degli edifici scolastici certifica la distanza rispetto al dettato costituzionale. Il riferimento è l’art. 34 “La scuola è aperta a tutti” che sancisce il diritto formale all’istruzione, che inizia con l’accesso libero e non discriminante nell’edificio scolastico. Impegno disatteso che fa coppia con l’altro riferimento all’art. 3 comma 2:  Quasi tutte le criticità sono risolte dalla “passione” e dal coinvolgimento degli insegnanti che attuano soluzioni che vanno spesso oltre i loro obblighi contrattuali. E questo è sicuramente positivo, ma che nasconde spesso agli occhi delle famiglie le responsabilità di un’Amministrazione che ignora la Costituzione. Quanta distanza rispetto alle favole raccontate nei convegni e corsi di aggiornamento!