Supplenze Ata e controlli titoli falsi: molti i posti da rioccupare

Controlli a tappeto nelle scuole, licenziamenti ed esclusione dei candidati dalle graduatorie Ata di terza fascia: sono solo i primi passi di una procedura avviata da poco e che vede coinvolti numerosi istituti scolastici. Tutto ciò porterà a breve alla rioccupazione di quei posti, ingiustamente ottenuti dai candidati Ata, che hanno presentato titoli di studio e di servizio falsi.

Ata: posti da riassegnare per le supplenze

Nuovi scandali di diplomi falsi che pochi giorni fa hanno portato al licenziamento di alcuni collaboratori scolastici, perlopiù provenienti dalla Campania, nella regione del Veneto. Un’operazione che pare essere solo all’inizio e che porterà al licenziamento di centinaia di altri operatori Ata. Chiaramente tali posti occupati con illecito verranno liberati a favore di chi possiede regolarmente i titoli presentati nella domanda di aggiornamento Ata (graduatorie 2018/2021).

Dalle recenti verifiche effettuate nella regione Veneto è risultato che molti candidati Ata provenienti dal sud si trovavano in alto nelle graduatorie di terza fascia, pur presentando una giovane età. Le indagini non sono semplici dal momento che le domande presentate sono state copiosissime, tuttavia l’Ufficio scolastico regionale della Campania sta collaborando con il Veneto (dove quasi il 50% del personale amministrativo, tecnico e ausiliario sarebbe precario) per scoprire tutti i casi di anomalie presenti nelle graduatorie di terza fascia Ata.

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Diplomi falsi: s’indaga a tappeto in tutte le scuole

La regione Veneto non è l’unica che sta provvedendo a effettuare controlli sui titoli di studio e di servizio dei candidati Ata. Milano e Torino erano state tra le prime province, qualche mese fa, a diffondere le note di avviso per le scuole. Le indagini stanno riguardando un po’ tutte le regioni italiane. Si scova soprattutto sul servizio svolto dai candidati supplenti Ata che non ha un riscontro Inps e sui diplomi acquisiti in scuole paritarie che talvolta risultano essere ‘fantasma’ o irraggiungibili per i dovuti accertamenti.