Quando il governo ha varato il transitorio per i diplomati magistrali lo ha fatto per evitare i ricorsi dei controinteressati. Questa la motivazione che riecheggia ancora nelle stanze della VII Commissione Istruzione e Cultura di Camera e Senato. Il timore era che una riapertura delle Gae potesse scatenare un’ondata ‘ricorsista’ dagli effetti devastanti. A giudicare dalla reazione dei controinteressati i quali, assistiti da uno studio legale di Bologna e dal supporto gratuito di tre costituzionalisti, hanno proposto un ricorso per ottenere l’annullamento di questo transitorio, sembra che anche questa manovra dell’esecutivo abbia fallito nel suo intento.

Il ricorso

Succede che le laureate in SFP e le laureande starebbero per affidare il mandato allo studio legale in questione allo scopo di far annullare il concorso straordinario per incostituzionalita’. Secondo il loro punto di vista è la mancanza di una vera selezione a renderlo incostituzionale.  Al ricorso starebbero partecipando anche professori universitari più altre persone, oltre ai proponenti originari, per poter raccogliere i fondi necessari. Si apprende che il costo dell’azione amministrativa, trattandosi di un ricorso al capo dello Stato, ammonta a 15.000 euro.

Lungaggini

I maligni insinuano che la partecipazione dei professori universitari discenda direttamente dalla preoccupazione di veder ridotto il numero delle immatricolazioni alla facoltà di Scienze dell’educazione della Formazione Primaria. La scelta della sede amministrativa presso la quale depositare l’impugnativa suscita più di una perplessità. E’ notorio che i ricorsi al capo dello Stato hanno un iter molto lungo che oscilla tra i 3 e i 4 anni. Per quell’epoca tantissimi candidati, tra i quali anche i laureati Scienze della Formazione Primaria del vecchio ordinamento (e qualcuno del nuovo che ha maturato il servizio di 2 anni nella scuola statale) saranno già stati inseriti nelle graduatorie di merito regionali; e probabilmente saranno anche già stati assunti in ruolo.

Insussistenza di fondatezza del ricorso

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Ma ciò che più sorprende è la prestazione d’opera, addirittura gratuita, dei tre costituzionalisti menzionati. Sappiamo infatti che lo Stato può bandire concorsi riservati a condizione che esista un requisito essenziale, vale a dire l’aver prestato servizio in una pubblica amministrazione per oltre 36 mesi. Il richiamo è alla Legge Madia che stabilisce le linee guida sulle procedure concorsuali (cfr. direttiva_3_del_24_04_2018 ). Nel caso della scuola, il possesso dell’abilitazione all’insegnamento, in virtù del diploma magistrale conseguito prima del 2001/2002 e della laurea in Scienze della Formazione Primaria conseguita prima del 2011, costituisce requisito essenziale per scegliere la formula del corso concorso in cui è assente il carattere della selettività.