I diplomati magistrali in procinto di affrontare il concorso riservato si chiedono quali conseguenze possa avere il ricorso che i controinteressati stanno per avviare. Dopo le furiose polemiche che lo hanno contraddistinto, i docenti della scuola primaria e dell’infanzia si mobilitano per difenderlo da un’azione in sede amministrativa amministrativa volta a dichiararlo incostituzionale per la presunta mancanza del criterio selettivo. Sindacati e associazioni hanno promosso ricorso ‘ad opponendum’. Ma come vedremo più avanti la questione non è nuova.

I precedenti

Ieri avevamo scritto che il transitorio magistrali è sotto attacco. Ma qual è l’orientamento della Corte al riguardo? Sul punto del concorso riservato e della sua legittimità costituzionale c’era già stato un precedente. Il principio del pubblico concorso può andare incontro a eccezioni, ma per ragioni peculiari di interesse pubblico: la giurisprudenza costituzionale richiede “peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico”, “che consentono al legislatore di derogare al principio costituzionale del concorso pubblico” (sent.195/2010). La giurisprudenza costituzionale, in una sentenza particolarmente significativa sul tema, ha messo in rilievo, al termine di una ricognizione sui propri precedenti (sent. 225/2010) quali sono gli elementi che legittimano il legislatore statale e quello regionale a discostarsi dalla regola del concorso pubblico, elaborando un insieme di criteri elastici che possono essere verificati dal giudice di legittimità costituzionale.

Potrebbe interessarti:  Bando di concorso del Comune di Milano per l’assunzione di 51 educatori scuola d'infanzia

I criteri di legittimità

Questo insieme di test prevede:

a) che le eccezioni al principio siano, dal punto di vista numerico, rispetto alla globalità delle assunzioni da effettuare, rigorosamente contenute in percentuali limitate;

b) che l’assunzione deve corrispondere “a una specifica necessità funzionale dell’amministrazione”;

c) che siano previsti adeguati accorgimenti per assicurare comunque che il personale abbia la professionalità necessaria allo svolgimento dell’incarico” (sent. 225/2010; che richiama sent. 215/2009). Solo la mancanza di questi requisiti che consentono al legislatore statale e regionale di derogare al principio del concorso pubblico comporta l’illegittimità costituzionale della norma che prevede tali modalità di provvista del personale.