diplomati magistrali

Continua la spaccatura all’interno del personale docente. E soprattutto tra quegli insegnanti accomunati dalla precarietà e dall’esigenza di stabilizzazione. Stiamo parlando degli insegnanti Sfp e diplomati magistrali. La soluzione politica del Concorso Straordinario sembrava aver accostato i due “schieramenti”, riservando proprio ad entrambi la partecipazione. Eppure, la battaglia a suon di ricorsi sembra inarrestabile.

L’ennesimo ricorso

È chiaro che la posta in gioco, sia per gli Sfp che per i diplomati magistrali, sia il traguardo del ruolo. Ma la proposizione di un ennesimo ricorso può forse facilitare il raggiungimento di questo scopo? La domanda sorge spontanea alla notizia del ricorso rivolto al Tar da parte dei laureati Sfp per invalidare il concorso straordinario per infanzia e primaria. Oltre alla petizione e alla raccolta fondi avviata dagli stessi per far dichiarare incostituzionale e bloccare il concorso stesso, per l’ipotetica mancanza del criterio selettivo.

Le inutili dispute

Alla luce della “mossa” sferrata dall’altra faccia della medaglia precarizzata del mondo insegnante, sono partite come inevitabile contro risposta, le adesioni ad un ricorso ad opponendum, proposto da alcune sigle sindacali con l’appoggio di nomi noti dell’avvocatura. A questo ricorso potranno aderire tutti i diplomati magistrali gratuitamente, per bloccare la succitata richiesta di invalidamento del concorso. Il Concorso Straordinario evidentemente non ha dunque posto fine alla querelle che da anni prende vita tra le due categorie di docenti. Ma non sono forse inutili queste dispute? Non sarebbe forse più opportuno concentrarsi solo su come convincere il governo ad adottare la giusta soluzione politica che non penalizzi alcuna categoria? Anche questi interrogativi meritano un’attenta riflessione. E particolare importanza deve assumere il rispetto dei diritti negati da anni ai diplomati magistrali, che verrebbero nuovamente soffocati se venisse invalidato questo concorso “preferenziale”.

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